L’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi è stato assolto anche in appello dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, confermando così il verdetto già emesso in primo grado. La decisione è arrivata dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria al termine del processo “Gotha”, celebrato con rito ordinario.
Assoluzione anche per l’ex parlamentare del PSDI Paolo Romeo, che in primo grado era stato invece condannato a 25 anni di reclusione. Romeo rappresentava il principale imputato dell’inchiesta nata dall’unificazione dei procedimenti “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana”, “Alchimia” e “Sistema Reggio”. Secondo l’accusa, tali indagini avrebbero portato alla luce una presunta struttura riservata capace di influenzare le strategie della ’ndrangheta e di orientare le scelte politiche degli enti pubblici.
Dopo aver già scontato la pena ricevuta nel maxiprocesso “Olimpia” nei primi anni Duemila, Romeo era stato descritto nella sentenza di primo grado del processo “Gotha” come una figura tornata a esercitare un ruolo rilevante nel contesto politico reggino, in un sistema caratterizzato da relazioni occulte e intrecci con la criminalità organizzata.
Per la Procura, Romeo sarebbe stato il punto di riferimento di una rete che, secondo i giudici del Tribunale, non costituiva una semplice lobby, ma una convergenza tra soggetti istituzionali e ambienti legati alle cosche mafiose. Un impianto accusatorio che però non ha retto in appello, soprattutto dopo la decisione della Cassazione che, lo scorso dicembre, aveva annullato per la seconda volta le condanne nei confronti dell’avvocato Giorgio De Stefano, assolvendo definitivamente anche lui.
Difeso dagli avvocati Carlo Morace e Fabio Cutrupi, Romeo è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Tuttavia, nei suoi confronti, la Corte d’Appello ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura affinché venga rivalutata l’ipotesi di reato, eventualmente riqualificandola come concorso esterno.
Assolto anche Alberto Sarra, ex sottosegretario regionale recentemente scomparso. Su richiesta dei legali Pino Nardo, Francesco Calabrese e Danilo Sarra, i giudici hanno deciso di entrare nel merito della vicenda anziché dichiarare il reato estinto per morte del reo, escludendo la sussistenza del concorso esterno per cui Sarra era stato condannato in primo grado a 13 anni.
Tra gli assolti figurano inoltre l’ex dirigente comunale Marcello Cammera, il sacerdote di San Luca don Pino Strangio e l’avvocato Antonio Marra, che in primo grado avevano ricevuto condanne rispettivamente a 2 anni, 9 anni e 4 mesi, e 17 anni di carcere.
