Un evento intenso, dallo straordinario valore culturale e spirituale, capace di offrire a quanti vi hanno preso parte un’esperienza unica, in cui arte e fede si sono intrecciate generando profondi momenti di riflessione e contemplazione.
Si tratta di “Catechesi in musica”, iniziativa promossa dall’Istituto Donizetti di Mirto Crosia e dalla Banda Musicale Giacomo Puccini di Crosia, che si è svolta ieri, sabato 28 marzo, presso GG Studios, in contrada Oliveto Longo a Corigliano-Rossano. La serata è stata dedicata al concerto “Le 7 Parole… di Gesù alla Croce”, un intenso percorso artistico e spirituale che ha saputo fondere musica, meditazione e tradizione sacra.
L’evento ha assunto un tono solenne e profondamente raccolto, arricchito dalla presenza di Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise, e di monsignor Luigi Renzo, vescovo emerito di Mileto-Nicotera-Tropea. Monsignor Aloise è salito sul palco, offrendo ai presenti un intenso e toccante messaggio di speranza e di fede, in preparazione al tempo pasquale.
Protagonisti dell’esecuzione sono stati la Banda Giuseppe Verdi e il Coro Polifonico Giuseppe Verdi di Caselle in Pittari (Salerno), insieme ai solisti Fedele Forestiero, tenore, e Francesco Laino, baritono. La direzione è stata affidata ai Maestri Antonio Pisano, Giorgio Scavello ed Egisto Pisani, che si sono alternati alla guida dei brani.
I testi eseguiti sono tratti dalle meditazioni poetiche di Pietro Metastasio, tra i più celebri librettisti italiani del XVIII secolo e figura centrale nella riforma del melodramma. Le musiche sono state composte dal canonico Lorenzo Maria Falduti. La versione proposta durante il concerto è frutto dell’adattamento per orchestra di fiati e coro realizzato dal Maestro Angelo De Paola, basato su un manoscritto di Giovanni Licastro datato Delianuova (RC), 15 marzo 1931.
Il concerto si è aperto con un brano introduttivo, seguito da sette momenti musicali, ciascuno dedicato a una delle ultime parole pronunciate da Cristo sulla Croce. A guidare il pubblico nella comprensione del significato spirituale dei brani è stato Don Pino Straface, che ha accompagnato l’ascolto con riflessioni profonde e coinvolgenti.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per vivere la musica non solo come espressione artistica, ma come autentico linguaggio dell’anima, capace di unire comunità, memoria e spiritualità. Un evento che si configura come una preziosa testimonianza di come la cultura possa farsi ponte tra tradizione e interiorità, lasciando un segno duraturo nel patrimonio artistico e umano del territorio.
