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HUMANMADE+, presentato a Catanzaro il progetto che accompagna l’artigianato nellatrasformazione digitale

Superare la falsa contrapposizione tra tradizione e innovazione e restituire all’artigianato un ruolo centrale nell’economia del futuro. È questo l’obiettivo di HUMANMADE+, il progetto presentato questa mattina nella sede di Confartigianato Imprese Calabria, in via Lucrezia della Valle a Catanzaro.
L’iniziativa mette al centro la trasformazione dell’artigianato nell’era digitale ed è promossa dall’Human Systems Symbiosis Laboratory dell’Università della Calabria in collaborazione con Confartigianato Imprese Calabria, con il patrocinio della Regione Calabria.
Alla presentazione hanno preso parte il segretario regionale di Confartigianato Calabria, Silvano Barbalace, e il professor Antonio Padovano, docente dell’Università della Calabria (Unical) e referente scientifico del progetto, che hanno illustrato obiettivi, contenuti e visione di un’iniziativa pensata per accompagnare concretamente il mondo artigiano in una fase di profonda evoluzione.
«HUMANMADE+ mette al centro l’artigianato e, in particolare, il ruolo dell’artigiano nel rapporto con le nuove tecnologie, provando a delineare quelli che possono essere gli sviluppi futuri», ha spiegato Barbalace. «L’idea nasce circa un anno fa, da una riflessione condivisa con il professor Padovano e con il sistema di Confartigianato, a partire da una difficoltà evidente: le microimprese e le imprese artigiane fanno fatica ad avvicinarsi alle nuove tecnologie, sia per l’accesso sia per la gestione».
Una difficoltà che spesso alimenta una narrazione distorta. «Quando si parla di artigianato – ha sottolineato il segretario regionale – si tende ancora a contrapporlo all’innovazione. È un errore. L’innovazione tecnologica non è un nemico, ma uno strumento importante per affrontare le sfide del mercato e restare competitivi. La vera sfida è riuscire ad integrare gli strumenti digitali con la tradizione in modo consapevole ed equilibrato. Il nostro obiettivo è accompagnare le imprese in questo percorso, costruendo soluzioni concrete e accessibili».
In questa direzione si inserisce HUMANMADE+, che, come ha ricordato Barbalace, «vuole essere un punto di partenza di un percorso più ampio e ambizioso, che auspichiamo possa strutturarsi già dal 2026 e diventare, nel tempo, un riferimento stabile per il mondo artigiano».
A entrare nel merito del senso culturale e scientifico del progetto è stato il professor Padovano. «Oggi si parla molto di intelligenza artificiale generativa, spesso raccontata come qualcosa che “crea al posto dell’uomo”. In realtà, già nel nome HUMANMADE+ abbiamo voluto ribadire un concetto semplice ma centrale: ciò che viene creato è fatto dall’uomo. Il “plus” sta nel capire come le tecnologie possano aggiungere valore all’ingegno umano, non sostituirlo».
Da qui una riflessione più ampia sulla figura dell’artigiano. «L’artigiano è una persona che sa usare uno strumento per creare valore. Ieri lo strumento era uno scalpello o un martello, oggi può essere una tecnologia digitale. Il principio non cambia. In questo senso, l’artigiano può e deve essere anche una persona competente nell’uso delle tecnologie».
HUMANMADE+ entrerà nel vivo venerdì 30 gennaio a Cosenza, nella cornice della storica Villa Rendano, con una giornata articolata in due momenti distinti. Al mattino si svolgerà un forum professionale con il confronto tra istituzioni, università, imprese, artigiani e mondo associativo. Interverranno, tra gli altri, Fortunato Varone, dirigente generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria, Maurizio Muzzupappa, direttore del DIMEG Unical, e Marika Passarelli, delegata del Rettore per l’Innovazione e l’Imprenditorialità. In questa sede sarà presentato anche il white paper “Artigiani 4.0” e si svolgeranno tavole rotonde dedicate alle sfide e alle buone pratiche per un artigianato competitivo.
«La tavola rotonda nasce dall’esigenza di ricostruire una filiera – ha spiegato Padovano – mettendo intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che devono collaborare: chi fornisce credito, chi rappresenta le imprese, chi sviluppa tecnologie, chi si occupa di comunicazione e storytelling». Tra i partecipanti figurano Banca Mediolanum, William Di Iuorno (Confartigianato Catanzaro), il professor Francesco Longo, co-founder di un’impresa che sviluppa soluzioni di realtà virtuale, aumentata e intelligenza artificiale, la direttrice del Museo Rubbettino e Andrea Scalia, responsabile Innovazione e Reti di Confartigianato.
Il pomeriggio sarà invece aperto al pubblico, con accesso libero e gratuito, e trasformerà Villa Rendano in uno spazio di sperimentazione e dialogo. «Abbiamo voluto creare un ambiente che non fosse solo convegnistico – ha aggiunto Padovano – ma anche un luogo di incontro reale». I tre piani della Villa ospiteranno percorsi tematici: al piano terra le scuole, chiamate a presentare la loro idea di “artigiano 4.0”; al primo piano circa nove imprese che operano nella digitalizzazione e nel supporto alle aziende; all’ultimo piano una mostra interattiva sull’artigianato di ieri, oggi e domani.
Non mancheranno elementi simbolici e creativi, come la collaborazione con un laboratorio artigianale di Cosenza e la cartolina ufficiale dell’evento, realizzata dagli illustratori Deicolmicolmo, che sarà consegnata insieme al white paper a tutti i partecipanti.
«Creare rete è fondamentale – ha concluso Padovano – perché l’innovazione passa anche dall’esempio. Vedere che una tecnologia funziona in un caso concreto aiuta a superare le diffidenze. HUMANMADE+ nasce proprio per questo: avviare una conversazione, costruire fiducia e immaginare insieme gli sviluppi futuri».
I posti per la sessione mattutina sono limitati (circa 80–90). La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la registrazione tramite il link disponibile sulle locandine ufficiali dell’evento.

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