«Il passaggio del ciclone Harry e i giorni di maltempo estremo hanno messo in ginocchio gran parte della nostra regione e devastato interi territori e litorali: strade e vie di collegamento interrotte, edifici danneggiati, e comunità isolate» – dichiara il Segretario Generale della FAI CISL Calabria, Francesco Fortunato.
«Ai lavoratori forestali, agli addetti alla sorveglianza idraulica, a Calabria Verde, alle forze di sicurezza e a tutti quei lavoratori che in questi giorni sono stati impiegati e continuano a garantire interventi per mettere in sicurezza il territorio vanno i nostri ringraziamenti e la nostra riconoscenza. Non è questo il tempo delle polemiche né delle accuse – continua Francesco Fortunato – ma è il momento della responsabilità collettiva».
«Siamo convinti che occorra un dialogo continuo serio e strutturato tra istituzioni, autorità competenti e parti sociali per dare vita a una vera pianificazione regionale che metta al centro la prevenzione, il lavoro ambientale e forestale e il valore insostituibile del presidio umano sul territorio, a partire dall’istituzione di un Tavolo regionale agricolo-ambientale-forestale tematico di confronto. Una proposta che come Federazione regionale sosteniamo con forza da tempo, insieme agli altri tavoli tematici in tutti i settori di nostra competenza, al fine di dare centralità a comparti e alle necessarie politiche, investimenti e interventi da attuare, tracciando un percorso chiaro e condiviso.
Dobbiamo infatti essere consapevoli che eventi atmosferici estremi come quelli provocati dal ciclone Harry potranno essere sempre più frequenti, in quanto diretta conseguenza dei cambiamenti climatici in atto. Di fronte a questo scenario servono consapevolezza, programmazione e una visione di lungo periodo.
È necessario – prosegue Fortunato – avviare una pianificazione almeno trentennale che tenga conto della vulnerabilità strutturale della Calabria; così come sarà indispensabile contrastare con decisione la cementificazione selvaggia, evitando di continuare a costruire in aree a rischio o nell’immediata prossimità delle coste».
«Fondamentali saranno interventi mirati di riforestazione nelle zone colpite, la manutenzione costante e il controllo dei corsi d’acqua e degli alvei, il potenziamento delle infrastrutture ambientali esistenti e la realizzazione di nuove opere progettate per resistere a eventi meteorologici estremi, al fine di garantire la sicurezza delle popolazioni e la continuità delle attività produttive, a partire da quelle agricole.
Tutto questo – sottolinea il Segretario Generale – rischia però di restare solo un buon proposito se non verrà finalmente valorizzato il lavoro nei comparti ambientale e forestale.
I lavoratori devono essere i veri protagonisti delle politiche di prevenzione e tutela del territorio, al centro di una transizione ambientale sostenibile che significhi sicurezza, presidio umano, recupero delle aree interne e sviluppo infrastrutturale, oltre al sostegno a chi quotidianamente opera per la messa in sicurezza del territorio».
«Invece – evidenzia il Segretario Generale – il comparto forestale calabrese continua purtroppo a svuotarsi, anche alla luce della scelta dell’Azienda regionale di applicare l’art. 12, comma 11, del D.L. 25/2025 per la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro legata al pensionamento anticipato. A maggior ragione occorre promuovere un indispensabile ricambio generazionale, capace di portare nuove competenze e professionalità.
Solo attraverso un’azione condivisa, partecipata e orientata al lungo periodo – conclude Fortunato – sarà possibile superare definitivamente la logica della “cultura dell’emergenza” e comprendere che le risorse destinate alla prevenzione e al lavoro agro-ambientale non sono costi, ma investimenti fondamentali per costruire un futuro più sicuro e resiliente per la Calabria».
