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Reggio BiC, a Macerata tra mille ostacoli: il girone di ritorno inizia nel segno dell’emergenza

Riparte da Macerata il cammino della Reggio BiC nel campionato di Serie A FIPIC, ma l’inizio del girone di ritorno si presenta come una vera e propria corsa a ostacoli. Sabato pomeriggio, con palla a due fissata alle ore 15, la formazione biancoamaranto farà visita al Santo Stefano Macerata, storica e blasonata realtà del basket in carrozzina italiano, in una sfida che va ben oltre il semplice confronto sportivo.

Ancora una volta lontano dalle mura amiche, la Reggio BiC si trova costretta a fare i conti con una serie di problematiche che stanno caratterizzando una stagione estremamente complessa. Non solo il valore dell’avversario, costruito per competere ai vertici, ma anche difficoltà logistiche, assenze pesanti e una preparazione fortemente condizionata dagli eventi nell’ultima settimana.

La società reggina non ha mai nascosto la natura di questo campionato: una stagione di transizione, improntata alla crescita e alla costruzione del futuro, con l’obiettivo primario della salvezza. Tuttavia, il percorso si sta rivelando più tortuoso del previsto, con sacrifici continui che rischiano di pesare, giornata dopo giornata, su una squadra giovane e ancora in fase di maturazione.

La gara d’andata aveva già messo in evidenza il gap  tra le due formazioni. In quell’occasione la Reggio BiC era scesa in campo senza il proprio capitano, Sripirom, impegnato con la nazionale, un’assenza che aveva inciso profondamente sull’equilibrio della squadra, sulle rotazioni e sulla gestione dei momenti chiave del match. Una difficoltà significativa contro un avversario esperto.

Come se non bastasse, il match di sabato arriva al termine di una settimana particolarmente travagliata. L’allerta meteo che ha colpito duramente Calabria e Sicilia ha paralizzato l’attività sportiva, limitando fortemente la possibilità di allenarsi con continuità. La Reggio BiC ha potuto svolgere un solo allenamento prima della partenza questa mattina presto verso le Marche, una condizione tutt’altro che ideale per preparare una gara di Serie A, soprattutto contro una squadra strutturata come il Santo Stefano.

A questo quadro già complicato si aggiungono ulteriori problemi di organico. Oltre alla confermata assenza di Sripirom, Ivan Messina – unico atleta italiano del roster – scenderà in campo in condizioni fisiche precarie, febbricitante a causa di un’influenza che lo ha colpito nella serata di ieri. Assente anche Ilaria D’Anna.
Una situazione che riduce ulteriormente le rotazioni e mette lo staff tecnico davanti all’ennesima gestione di emergenza.

Il rammarico, in casa Reggio BiC, è quello di non poter affrontare questa sfida ad armi pari. Le difficoltà accumulate nelle ultime settimane, tra problemi di salute, allenamenti ridotti al minimo e trasferte onerose, hanno di fatto spento sul nascere la possibilità di giocarsi il quarto posto con continuità e ambizione. Un limite che non nasce dal campo, ma da una serie di circostanze che stanno frenando il percorso della squadra.

Nonostante tutto, l’ambiente resta compatto. Coach Antonio Cugliandro continua a lavorare sulla testa e sul carattere dei suoi ragazzi, chiedendo concentrazione, sacrificio e spirito di adattamento. In una Serie A FIPIC che non fa sconti a nessuno, ogni partita diventa un esercizio di resilienza, un test non solo tecnico ma anche mentale.

Il Santo Stefano potrà contare sul fattore campo e su un roster profondo ed esperto. Alla Reggio BiC servirà una prestazione di grande cuore, fatta di intensità, attenzione ai dettagli e capacità di stringere i denti nei momenti di difficoltà, come già avvenuto in altre occasioni della stagione.

L’appuntamento è fissato per sabato alle ore 15, a Macerata. Una partita che inaugura il girone di ritorno e che, per la Reggio BiC, rappresenta l’ennesima tappa di un cammino complicato ma necessario. In campo non ci sarà soltanto una sfida di campionato, ma la fotografia di una squadra che continua a lottare tra problemi, sacrifici e voglia di costruire il futuro, senza mai perdere di vista l’urgenza del presente.

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