– Passare dalle percezioni ai dati per comprendere il reale valore del turismo e programmare con maggiore consapevolezza il futuro della destinazione. È il messaggio emerso dall’incontro “Tropea 2026 | Data Intelligence”, promosso dall’Associazione Albergatori Tropea (ASALT) a Palazzo Santa Chiara, con HBenchmark e Mastercard e il patrocinio del Comune di Tropea.
Numerosa la partecipazione di imprenditori, operatori economici, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali, tra cui il Direttore Generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, Roberto Cosentino, e i Sindaci del territorio. Particolarmente significativa la presenza di operatori con attività ancora aperte, che contribuiscono a mantenere viva la destinazione anche fuori dall’alta stagione.
Tra i dati presentati, Tropea registra una crescita del 40% della spesa turistica rispetto al 2025, mentre il 71% della spesa rilevata proviene dai visitatori internazionali.
«Non possiamo più programmare il turismo basandoci soltanto su percezioni e supposizioni – afferma Massimo Vasinton, Presidente ASALT –. Arrivi e presenze restano importanti, ma dobbiamo conoscere anche quanto spendono i visitatori, dove spendono e quale valore generano per l’intero territorio. Investire in dati affidabili, anche attraverso un piccolo impegno economico degli operatori, significa ridurre il rischio di sbagliare e prendere decisioni più consapevoli».
Da qui la proposta dell’Associazione di avviare un Osservatorio turistico permanente, capace di monitorare i principali indicatori della destinazione, e un percorso condiviso verso una DMO (Destination Management Organization) che coordini istituzioni, imprese e associazioni nella programmazione turistica.
«La conoscenza non deve rimanere patrimonio di pochi. Deve essere condivisa. E quando parliamo di destinazione non possiamo fermarci ai confini amministrativi di Tropea, ma dobbiamo guardare all’intera Costa degli Dei e all’entroterra. I dati ci aiutano a capire dove siamo. Ora dobbiamo decidere insieme dove vogliamo andare», conclude Vasinton.
