“Esprimo profondo apprezzamento, nella mia qualità di Garante regionale e coordinatore nazionale, per l’importante operazione condotta oggi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con il decisivo impegno delle Forze dell’Ordine, che ha inferto un duro colpo alle storiche articolazioni della criminalità organizzata operanti sul territorio reggino.
Ogni operazione di questo livello rappresenta un’affermazione concreta della forza dello Stato e della legalità democratica. Ma accanto ai presìdi investigativi e giudiziari è necessario costruire, con la stessa determinazione, presìdi culturali e sociali permanenti.
Reggio Calabria e l’intera Calabria hanno bisogno di una nuova coscienza civile, capace di liberarsi definitivamente da ogni forma di assuefazione, di paura e di consenso verso la cultura mafiosa. La legalità non può essere soltanto un principio da affermare nelle aule di giustizia: deve diventare patrimonio quotidiano della comunità, educazione, responsabilità e partecipazione.
Non abbiamo bisogno né di padrini né di padroni. Abbiamo bisogno di cittadini liberi, di donne e uomini dalla schiena dritta, di giovani che scelgano ogni giorno da che parte stare: la parte dello Stato, della dignità e del bene comune.
È il momento che la parte migliore di questa terra si riconosca, si unisca e faccia sentire con forza la propria voce. Ognuno nel proprio ruolo, ognuno con la responsabilità che deriva dall’essere cittadino di una terra straordinaria, ha il dovere di contribuire a cambiare il volto di questo territorio.
La Calabria possiede energie, intelligenze e valori capaci di prevalere su ogni forma di sopraffazione. La sfida più grande è trasformare il coraggio delle istituzioni nel coraggio di un intero popolo. Solo così la libertà, la giustizia e la dignità potranno diventare il tratto distintivo della nostra comunità. Sono anche queste le ragioni per cui in questi mesi sto lavorando alacremente al progetto di antimafia penitenziaria e presto convocherò il I Tavolo interistituzionale permanente dell’antimafia penitenziaria in Calabria. Vi sono forti influenze e connessioni sulla pervasività della ‘ndrangheta nel sistema penitenziario, da nord a sul, con implicazioni e alterazioni degli interessi tra società interna ed esterna al carcere, e noi abbiamo il dovere di proteggere i più vulnerabili con l’affermazione della legalità a qualsiasi latitudine. La Calabria così potrà dimostrare davvero da che parte sta”.
Lo afferma la Garante Regionale e Coordinatrice Nazionale del Forum dei Garanti Regionali, Giovanna Francesca Russo
