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Sud, fuga dei giovani e diritto allo studio sotto accusa: Baldino attacca il Governo sul PNRR

Dal Mezzogiorno continua il deflusso di giovani tra i 18 e i 35 anni. A certificare il fenomeno è un’analisi de Il Sole 24 Ore, secondo cui dal 2019 il Sud Italia ha perso circa 313mila residenti nella fascia giovanile. Un esodo che riguarda in particolare studenti e laureati, costretti a lasciare le regioni meridionali alla ricerca di migliori opportunità lavorative, servizi e condizioni di vita più favorevoli.

Sulla questione interviene la vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, che punta il dito contro le politiche del governo e le recenti scelte in materia di autonomia differenziata e utilizzo dei fondi pubblici.

“Il Sole 24 Ore certifica che dal 2019 il Mezzogiorno ha perso 313mila giovani tra i 18 e i 35 anni. Tra questi ci sono migliaia di studenti e laureati costretti a lasciare il Sud perché non trovano opportunità, servizi e condizioni adeguate per costruire il proprio futuro. La risposta del governo Meloni è disarmante. Da una parte si prepara a firmare le pre-intese sull’autonomia differenziata, che rischiano di ampliare ulteriormente i divari territoriali. Dall’altra come emergerebbe da un’inchiesta giornalistica condotta da Chora e Will utilizza risorse del Pnrr destinate agli alloggi universitari per finanziare, in molti casi, strutture con canoni che restano fuori dalla portata della maggioranza degli studenti”, afferma Baldino in una nota.

La deputata richiama in particolare la situazione degli studenti universitari in Calabria, dove i costi degli alloggi finanziati con risorse pubbliche risulterebbero comunque elevati rispetto al mercato privato. “In Calabria per esempio affittare una stanza singola in uno studentato finanziato con il Pnrr costa 466 euro mentre il prezzo medio di una singola sul mercato è di 247 euro. È inaccettabile che fondi pubblici pensati per garantire il diritto allo studio possano trasformarsi in un sostegno a studentati destinati a una clientela di lusso. Se uno studente continua a non potersi permettere una stanza significa che stiamo finanziando immobili non il diritto allo studio”.

Baldino annuncia inoltre un’iniziativa parlamentare per fare chiarezza sull’effettiva destinazione delle risorse e sull’accessibilità degli alloggi per gli studenti con redditi medio-bassi. “Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo quanti dei posti letto finanziati con il Pnrr siano realmente accessibili agli studenti con redditi medio-bassi, quali siano i canoni praticati e quali controlli siano stati effettuati sull’effettiva finalità sociale della misura. Un Paese che costringe i giovani ad andare via non costruisce il futuro: lo esporta. E un Paese che trasforma il diritto allo studio in un business immobiliare rinuncia a trattenere proprio quelle energie di cui avrebbe più bisogno”, conclude.

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