Un appello rivolto a tutti i Comuni della Calabria affinché partecipino attivamente alla costruzione delle future politiche ambientali europee. È l’iniziativa promossa dal consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, che nelle scorse ore ha inviato una comunicazione ufficiale ai sindaci del territorio per richiamare l’attenzione su una scadenza imminente legata al Piano nazionale di ripristino della natura.
“In questi giorni ho inviato una posta elettronica certificata a tutti i sindaci della Calabria. Una comunicazione indirizzata personalmente a ciascun Comune per richiamare l’attenzione su una scadenza di grande rilevanza che rischia di passare inosservata”, afferma Laghi, ricordando che fino al 24 giugno le amministrazioni comunali possono aderire al programma nazionale che recepisce la normativa europea sulla rigenerazione degli ecosistemi.
L’esponente regionale sottolinea di aver promosso l’iniziativa anche nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Isde Italia – Medici per l’Ambiente. “Ho ritenuto doveroso promuovere questa opportunità anche nella mia veste di vicepresidente nazionale di Isde Italia – medici per l’ambiente, l’associazione che sta portando avanti questa proposta all’attenzione degli enti locali di tutta Italia, con l’obiettivo di coinvolgere i territori in una sfida decisiva per la tutela dell’ambiente e delle future generazioni”.
Al centro del progetto vi è l’attuazione della Nature Restoration Law approvata dall’Unione Europea nel 2024, che punta a recuperare gli ecosistemi compromessi e a rafforzare la resilienza ambientale dei territori. “Il Regolamento europeo del 2024 fissa un obiettivo a lungo trattato solo nei convegni: rimettere in salute gli ecosistemi degradati, ridare suolo permeabile alle città, restituire respiro a fiumi, coste e terreni agricoli”, spiega Laghi.
L’obiettivo fissato da Bruxelles prevede il recupero di almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030, con l’estensione degli interventi a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. “Il Piano nazionale di ripristino (Pnr) è la traduzione italiana di quell’impegno, e il ministero dell’Ambiente lo sta scrivendo proprio ora, raccogliendo i contributi dei territori. La bozza dovrà arrivare alla Commissione europea entro il 1° settembre”.
Uno degli aspetti evidenziati dal consigliere riguarda la limitata platea di enti che risultano automaticamente coinvolti nelle procedure previste dalla normativa. “Nella missiva ho spiegato agli amministratori che i Comuni tenuti per legge ad applicare il Piano sono oggi soltanto 2.761 su oltre 7.800. Tutti gli altri, e cioè la gran parte dei Comuni calabresi, restano fuori, a meno che non scelgano di entrarci volontariamente”.
Laghi evidenzia inoltre come l’adesione non comporti costi per gli enti locali e possa rappresentare un’opportunità concreta per accedere a future risorse economiche. “L’adesione non costa nulla e non impegna il Comune ad alcunché, se non alla presentazione dei progetti di rigenerazione territoriale. Chi non aderisce adesso, presentando progetti specifici, quei fondi non potrà nemmeno richiederli”.
Nel suo intervento il consigliere richiama anche le criticità ambientali che interessano la Calabria, dal dissesto idrogeologico al consumo di suolo, indicando nel Piano uno strumento utile per affrontarle in maniera strutturale. “Una regione con la nostra fragilità idrogeologica, con un consumo di suolo che continua a mordere coste e pianure, con i dissesti che ogni autunno mettiamo in conto come se fossero inevitabili, non può guardare altrove, proprio mentre si offre uno strumento pensato per curare quelle ferite”.
Da qui l’invito finale rivolto ai primi cittadini. “Per questo rivolgo a tutti i sindaci della Calabria un invito diretto ad aderire, presentando i progetti di rigenerazione territoriale, ed a farlo entro il 24 giugno. La procedura è semplice e si completa sul portale del ministero dell’Ambiente, nella sezione dedicata al Piano nazionale di ripristino”, conclude Laghi.
