Più di seimila episodi tra minacce, aggressioni e atti intimidatori rivolti ad amministratori pubblici e dipendenti della pubblica amministrazione sono stati registrati in Italia negli ultimi sedici anni. È il quadro delineato dall’ultimo rapporto elaborato dall’associazione Avviso Pubblico e presentato oggi a Napoli.
L’indagine documenta 6.025 casi verificatisi tra il 2010 e il 2025, con una media di 376 episodi all’anno, pari a circa 31 al mese e oltre uno al giorno. Un fenomeno che continua a interessare in modo particolare le regioni del Mezzogiorno, dove si concentra la maggior parte degli eventi censiti.
Secondo il XVI rapporto dell’associazione, Sicilia, Calabria, Campania e Puglia raccolgono complessivamente il 57% degli atti intimidatori registrati a livello nazionale. Tuttavia, il fenomeno non riguarda esclusivamente il Sud: le regioni del Centro Italia rappresentano l’11,5% del totale dei casi, una quota leggermente superiore a quella del Nord-Ovest, ferma all’11,4%. Nel Nord-Est, invece, gli episodi rilevati corrispondono al 9% del totale.
L’analisi territoriale evidenzia inoltre le province maggiormente esposte. In cima alla graduatoria figurano Napoli, Cosenza, Reggio Calabria e Palermo, che insieme concentrano circa un quinto di tutte le intimidazioni censite nel periodo preso in esame.
Tra le province del Centro Italia, Roma risulta la più colpita, con 189 episodi registrati, dato che la colloca al sesto posto nella classifica nazionale. Nel Nord-Ovest il numero più elevato riguarda Milano, dodicesima in Italia con 134 casi, mentre nel Nord-Est il primato spetta a Padova, che occupa il ventinovesimo posto della graduatoria nazionale con 76 episodi.
Il report mette in evidenza anche la diffusione territoriale del fenomeno. Tra il 2010 e il 2025 sono stati coinvolti 1.736 comuni italiani, pari al 22% del totale nazionale. Oltre un terzo di questi centri si trova in Campania, che risulta la regione con il maggior numero di amministrazioni interessate da episodi intimidatori.
A livello percentuale, però, è la Puglia a far registrare il dato più significativo: 165 dei suoi 257 comuni, equivalenti al 64% del totale, hanno subito almeno un atto di minaccia o intimidazione nel periodo considerato.
I dati raccolti da Avviso Pubblico confermano così la persistenza di un fenomeno che continua a rappresentare una pressione costante nei confronti di amministratori e funzionari impegnati nelle istituzioni locali, con una distribuzione che, pur interessando l’intero Paese, mantiene una forte incidenza nelle regioni meridionali.
