La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta da Giuseppe Borrelli, ha avanzato richiesta di archiviazione, accolta dal GIP, in favore di Giuseppe Neri, già consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia, mettendo la parola fine al procedimento a carico del politico reggino.
La vicenda trae origine dall’inchiesta denominata “Operazione Ducale”, relativa alle elezioni regionali del 2020 e alle elezioni comunali a Reggio Calabria del 2021, nell’ambito della quale era stato ipotizzato il presunto reato di voto di scambio, tra gli altri, con la cosca Araniti. Un’indagine che aveva coinvolto diciotto persone e che, per quanto riguarda la posizione di Neri, sin dall’inizio la magistratura giudicante aveva escluso qualsiasi coinvolgimento, per mancanza di elementi tali da sostenere un’accusa in giudizio.
All’indomani dell’emergere della vicenda giudiziaria, Neri aveva scelto di dimettersi dal ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia, “una decisione assunta per senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni e del suo partito, che in tutta questa spiacevole vicenda gli è stato vicino”, ribadendo con fermezza la propria totale estraneità ai fatti contestati.
La vicenda aveva avuto conseguenze rilevanti anche sul piano politico. In linea con i principi del suo partito e per senso di opportunità, Neri aveva infatti scelto di non candidarsi alle scorse elezioni regionali, rinunciando temporaneamente all’attività politica attiva per tutelare l’immagine della propria formazione.
“In questo contesto – ha dichiarato Neri – non si può non osservare come talvolta alcuni procedimenti assumano anche una forte risonanza mediatica, con il rischio che l’attenzione e il giudizio dell’opinione pubblica precedano o travalichino l’accertamento giudiziario, senza sempre la dovuta distinzione tra ipotesi investigative e responsabilità effettiva”.
