“Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono, e noi con loro” - Luis Sepúlveda
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La musica e la poesia di Robert Burns. Racconto per violino di Pietro Bianchi a Bovalino

Robert Burns (1759-1796) viene considerato come il più grande poeta scozzese della storia. Pur non avendo alle spalle una formazione scolastica (era nato in Ayrshire da una famiglia di poveri agricoltori) riuscì a trasmettere nelle sue opere una qualità stilistica che solo i grandi della sua epoca riuscirono ad eguagliare.

Romantico ante litteram, Burns scrisse più di 300 componimenti sull’amore, sulla natura, sulla morte. Il suo talento poetico “poco educato”, la tendenza ad utilizzare un linguaggio “volgare” e la sua predilezione per il dialetto e le leggende scozzesi gli valsero l’ammirazione della prima generazione di scrittori romantici.

Altra caratteristica pienamente inserita nel quadro dell’artista romantico è il fatto che morì molto giovane, a soli 37 anni, per problemi cardiaci.

PIETRO BIANCHI

Pietro Bianchi, etnomusicologo, é un personaggio che ha ormai un posto di grande rilievo nella riproposta della musica tradizionale europea.

Nel 1974 Pietro Bianchi fonda insieme a musicisti della Bretagna, della Cornovaglia e della Francia la propria formazione Lyonesse dove suona il pianoforte, il clavicembalo e il violino. Appassionatosi alle musiche etniche di tutto il mondo, nel 1975 si iscrive all’Accademia di Parigi e studia musicologia, tradizioni orientali (con Tran Van Khe), africane (con Marcel Laloum) ed etnologia (con Dyane Rey). Ottiene dall’Università Paris VIII una Maîtrise in musica nel 1979.

A Roma, membro dell’Istituto Svizzero di Villa Ludovisi, segue un corso di perfezionamento con Diego Carpitella, maestro e amico. Mentre continua ininterrotta l’attività concertistica, inizia un lungo lavoro di ricerca nel canto popolare: dapprima in Berry, Creuze e Corrèze, per poi spostarsi definitivamente nel Canton Ticino, oggetto della tesi di Maîtrise. Qui raccoglie circa 600 canti, danze e testimonianze orali con mezzi tecnici della Radio Svizzera italiana. Dal settembre 1980 entra a far parte della redazione musicale della stessa Radio che lo impiega come etnomusicologo. Di questo periodo sono anche i film TV della serie A suon di banda e D’altri canti.

Dal 1979 al 1985 dirige un festival di musiche popolari in terra di Langa, intitolato Canté j’euv che riscuote un enorme successo di pubblico.

Presidente della società svizzera di etnomusicologia, premiato due volte con l’Ascona per la Cultura (1984) e con il Vincenzo Falchetto per la cultura popolare (1990), non perde la voglia di suonare in pubblico: in duo con Roberto Maggini dal 1983; con Padus (un gruppo svizzero e italiano sul repertorio del Po) dal 1994, con Martinotti, Coltri, Tombesi e Vitelli; con la sua Orchestrina, formata da Giotto Columberg, Giorgio Lanini e Anna Pacchin; e con molti altri musicisti.

Ha suonato nei cinque continenti con importanti tournée in Australia, Canada, Turchia, Emirati Arabi, Russia, Georgia, Scandinavia. Più volte in Irlanda, dove ha perfezionato lo stile nel suonare il violino, ha partecipato a straordinarie sessions con i grandi maestri.

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Caffè Letterario Mario La Cava
Corso Umberto I, 114
BOVALINO
Sabato 24 gennaio 2026

ore 18,00
Info: 3476912472
www.mariolacava.it

INGRESSO LIBERO

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