La medicina di laboratorio sta vivendo una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni e, al centro di questa evoluzione, c’è una figura che ha saputo coniugare rigore scientifico, capacità organizzativa e visione strategica. È il dottor Domenico Tripodi, dirigente biologo del Laboratorio Ultraspecialistico di Patologia Clinica e Sostanze d’Abuso dell’Ospedale Pio XI di Desio, protagonista dell’organizzazione del convegno nazionale “POCT: Governare il Cambiamento – Innovazione, Responsabilità e Modelli Organizzativi”, promosso da SIPMeL e ospitato proprio nella struttura brianzola. Il convegno si è svolto il 18 giugno 2026 con il patrocinio delle principali società scientifiche italiane della medicina di laboratorio, tra cui SIBioC e FISMELAB, richiamando specialisti provenienti da numerose regioni italiane.
L’evento ha rappresentato uno dei momenti scientifici più significativi dell’anno per il settore della diagnostica laboratoristica, affrontando il tema della Medicina di Laboratorio Decentrata (MLD) e dei Point of Care Testing (POCT), strumenti destinati a modificare profondamente l’organizzazione dell’assistenza sanitaria.
Dietro il successo dell’iniziativa emerge il lavoro del dottor Tripodi, responsabile scientifico del congresso insieme al professor Valerio Leoni. Il biologo dell’ASST Brianza ha costruito un programma capace di riunire esperienze provenienti da aziende sanitarie della Lombardia, della Toscana e di altre realtà italiane, favorendo un confronto concreto sulle criticità e sulle opportunità offerte dalla diagnostica decentrata.
La carriera del reggino Domenico Tripodi affonda le radici nella ricerca scientifica. Già nei primi anni Duemila il suo nome compare tra gli autori di studi pubblicati in ambito biomedico, testimonianza di un percorso professionale che ha sempre mantenuto un forte legame con l’attività scientifica e con l’innovazione tecnologica applicata alla diagnostica.
Oggi Tripodi opera presso il Laboratorio Ultraspecialistico dell’Ospedale Pio XI di Desio, struttura che negli ultimi anni è diventata uno dei punti di riferimento lombardi per la diagnostica avanzata, la tossicologia clinica e la medicina di laboratorio, grazie anche all’introduzione di tecnologie di ultima generazione come la spettrometria di massa.
Nel corso del convegno è emerso con chiarezza come i Point of Care Testing rappresentino una vera rivoluzione organizzativa. L’obiettivo non è soltanto eseguire esami più rapidamente vicino al paziente, ma costruire un sistema integrato capace di garantire qualità analitica, sicurezza, tracciabilità dei dati e uniformità dei percorsi diagnostici.
Una sfida complessa che richiede competenze multidisciplinari e un modello di governance condiviso tra biologi, medici di laboratorio, clinici, infermieri, tecnici sanitari e responsabili dell’innovazione digitale.
Proprio su questo aspetto si è concentrato il lavoro del dottor Tripodi, che ha posto al centro del dibattito il ruolo del laboratorio clinico quale garante della qualità anche quando l’analisi viene effettuata fuori dai laboratori tradizionali. Un approccio che punta a evitare il rischio di una diffusione incontrollata dei POCT, valorizzandone invece il potenziale all’interno di un sistema organizzato e governato secondo criteri scientifici.
Tra i temi più innovativi affrontati durante la giornata figurano l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella gestione dei risultati diagnostici, l’interconnessione dei dispositivi con il Fascicolo Sanitario Elettronico e le problematiche legate alla protezione dei dati sanitari.
Si tratta di aspetti destinati a caratterizzare la medicina del prossimo decennio, nei quali la figura del biologo di laboratorio assume un ruolo sempre più strategico, non soltanto nella produzione del dato analitico ma anche nella sua interpretazione, validazione e integrazione nei percorsi clinici.
L’alta partecipazione di professionisti provenienti da numerose aziende sanitarie italiane ha confermato il valore scientifico dell’iniziativa organizzata a Desio.
Il confronto tra esperienze diverse ha permesso di mettere in evidenza modelli organizzativi già sperimentati sul territorio, criticità ancora aperte e possibili soluzioni per rendere la Medicina di Laboratorio Decentrata una risorsa stabile del Servizio sanitario.
In questo contesto, il contributo del dottor Domenico Tripodi va oltre l’organizzazione di un congresso: rappresenta la testimonianza di una generazione di professionisti che interpreta la medicina di laboratorio non come semplice attività diagnostica, ma come elemento centrale dell’innovazione sanitaria.
Una visione che punta a una sanità sempre più efficiente, tecnologicamente avanzata e capace di garantire diagnosi tempestive senza rinunciare alla qualità scientifica, nella consapevolezza che il futuro della medicina passerà anche dalla capacità dei laboratori di governare il cambiamento.
