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VIA A Ponte sullo Stretto, il Tar del Lazio respinge il ricorso del Comune di Villa San Giovanni e Metrocity

“Il Tar Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria sulla VIA al Ponte sullo Stretto, ma di fatto ha “apprezzato” (testualmente ha ritenuto di “non poter biasimare”) la strategia difensiva della città di Villa san Giovanni che ha cautelativamente impugnato i pareri della commissione e tutti gli atti successivi davanti a un dubbio interpretativo posto dal Dl 35/2023.
A tutti coloro che, nel dicembre 2024, avevano gridato allo scandalo per il ricorso presentato dall’amministrazione comunale, oggi rispondiamo con le stesse parole del Tar Lazio che, peraltro, ritenendo gli atti in prima battuta impugnati atti del procedimento, chiarisce la possibilità di impugnare la delibera CIPESS di approvazione del progetto definitivo con gli stessi motivi evidenziati in questo primo ricorso, qualora lo stesso CIPESS non ponga rimedio ai vizi indicati.
In buona sostanza, il Tar Lazio ritiene che gli atti impugnati con il ricorso del dicembre 2024 e successivi motivi aggiunti non abbiano un effetto lesivo diretto sulla nostra comunità e rinvia all’impugnazione della delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025 con cui è stato approvato il progetto definitivo dell’opera Ponte: quella delibera però, ad oggi, è inefficace perché la Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità (per le medesime ragioni che il Comune di Villa San Giovanni aveva dedotto con i motivi di ricorso instaurati al Tar Lazio).
Nel merito della sentenza del Tar non possiamo che fare nostra la nota a firma del professore avv. Daniele Granara, difensore della città di Villa san Giovanni e della Città metropolitana di Reggio Calabria.
Politicamente si ribadisce la bontà della scelta fatta a dicembre 2024, confermata indirettamente dal Tar: si ribadisce la ferma volontà di essere organo di controllo rispetto a tutti gli atti che dovranno essere posti in essere dal Governo e dai ministeri competenti per rimettere in moto l’opera Ponte. Un progetto che continuiamo a ritenere gravemente pregiudizievole per la nostra Città, perché sacrifica gli interessi di Villa San Giovanni, sacrifica l’intera comunità; ma anche una procedura illegittima alla luce dei vizi procedurali già eccepiti, della “Mini via”, della mancata valutazione di impatto ambientale complessiva (atteso il lunghissimo lasso temporale tra la prima redazione del progetto preliminare e l’approvazione del progetto definitivo) per cui non è stato attualizzato l’impatto al nuovo contesto ambientale complessivo.
Sono tantissimi gli spunti che devono trarsi dalle motivazioni della sentenza del Tar Lazio, che va attentamente valutata da tutte le parti in causa, soprattutto con riferimento a quelle prescrizioni che la commissione VIA VAS ha posto con riferimento al progetto esecutivo e che necessitano di una ulteriore valutazione di impatto ambientale qualora il progetto esecutivo si discosti dal definitivo approvato. In buona sostanza, ciò che continuiamo a dire dal 2023 è ciò di cui oggi abbiamo conferma: serviva e serve l’aggiornamento di tutti gli studi, di tutti i dati ambientali, una nuova valutazione del progetto rispetto al contesto del 2026. Questa sentenza, nel darci contezza delle norme da applicare alla procedura in corso, rende chiaro il ruolo che questa Città dovrà esercitare (in via amministrativa ed eventualmente anche processuale) rispetto a tutte le iniziative che accompagneranno l’evolversi della vicenda ponte sullo Stretto”.

È quanto si legge in un comunicato stampa dell’amministrazione comunale di Villa San Giovanni.

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