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Perché per Francesco Cannizzaro candidarsi a sindaco di Reggio Calabria è l’unica strada verso quello che vuole (realmente) fare da grande

di Claudio Cordova – “Ma no, vedrai che alla fine non si candida lui”. Oppure “secondo me candiderà una delle cugine” (Giusi Princi, Domenica Catalfamo). Ancora: “Tirerà fuori qualche sconosciuto come Cirillo e lo farà diventare sindaco”.

Alzi la mano chi, in tutti questi mesi, non abbia sentito una di queste frasi, nelle sue varie ed eventuali declinazioni. Invece, alla fine, Francesco Cannizzaro si è candidato. Almeno, al momento. Perché poi, sapete, la vita e la politica sono un brivido che vola via e un tutto equilibrio sopra la follia. E, quindi, tutto può cambiare.

Non lo ha fatto con una conferenza stampa o con un comizio. Ma con un video tramite i social. Come si fa oggi.

A pensarci bene, però, anche chi, come chi scrive, non credeva fino in fondo che il deputato di Forza Italia decidesse di togliersi l’immunità parlamentare (che per uno come lui equivale, più o meno, a fare bungee jumping senza corda legata) si è dovuto ricredere.

Innanzitutto per oggettiva carenza di materiale umano.

Soprattutto alle ultime Regionali, pescando il semisconosciuto Salvatore Cirillo, facendogli prendere quasi 20mila voti e accomodandolo sullo scranno più alto del Consiglio Regionale, Cannizzaro ha dimostrato una potenza elettorale incontrovertibile. A fronte di questo crescente e oggettivo potere, però, è innegabile che il deputato forzista non sia riuscito a creare una squadra, ad avere attorno a sé un numero adeguato di persone spendibili per la carica di candidato/a a sindaco di una città come Reggio Calabria. Non è un caso che il suo “cerchio magico” sia stato, di fatto, sempre ristretto a una questione di famiglia, con le due cugine, l’oggi europarlamentare Giusi Princi, e l’ex assessore regionale, Domenica Catalfamo, sempre in predicato di ottenere un incarico di qua una candidatura di là.

Oltre di loro, il nulla. O quasi.

In questi mesi, tante forze politiche hanno provato a intestarsi la lotta per riportare Reggio Calabria a destra. Ma quando, ormai da alcune settimane, è emerso chiaramente come il nome del candidato o della candidata sarebbe uscito da Forza Italia (e, quindi, da Cannizzaro) allora la strada ha preso, giorno dopo giorno, un senso unico.

Perché candidarsi e diventare sindaco di Reggio Calabria, per Cannizzaro, è, a tutti gli effetti, l’unica strada percorribile per diventare ciò che vuole diventare.

Presidente della Regione Calabria.

Seguite il ragionamento. Se tutto dovesse andare liscio (e, dopo l’esito del referendum sulla giustizia non è poi così scontato) si dovrebbe tornare al voto nazionale nel 2027. La presidenza di Roberto Occhiuto, invece (e sempre salvo scossoni), dovrebbe concludersi nel 2030. Nella migliore delle ipotesi, dunque, Cannizzaro tornerebbe a fare il parlamentare, il plenipotenziario di Forza Italia in Calabria, quello che, sui social, vede gente, annuncia cose.

Troppo poco per potersi candidare alla presidenza della Regione tra quattro anni. Discorso ben diverso, invece, con un percorso da sindaco della città più importante della Calabria. Con la possibilità di organizzare eventi, realizzare opere, gestire rapporti e denari. Tutte prerogative che non fanno parte, almeno ufficialmente, di una carriera a Montecitorio. Ecco che, allora, il percorso finale, candidarsi in prima persona. Solo Peppe Scopelliti avrebbe potuto (e forse ci ha anche provato) evitare una ipotesi così raccapricciante, tirando fuori qualche nome. Invece, sarà così: Francesco Cannizzaro candidato sindaco di Reggio Calabria. E, verosimilmente, nuovo sindaco di Reggio Calabria. Perché dopo l’imbarazzante stagione di Giuseppe Falcomatà e dei suoi, chi volete che vinca?

Un passaggio fondamentale (e, si spera, indolore per i reggini) verso quello che Cannizzaro vuole fare davvero da grande.

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