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Martina Mattiani, voce palmese in sfida ad “Amici”

Non sempre una sfida televisiva racconta tutto. A volte è solo un frammento, utile però a far intravedere un percorso più profondo. È quello che è accaduto a Martina Mattiani, giovane cantante di Palmi, che il 30 gennaio ha affrontato la prova d’accesso alla scuola di Amici di Maria De Filippi, presentandosi con il nome d’arte Marti.
Martina arriva a Amici con una storia che affonda le radici molto prima del palco televisivo. Cresce in una casa dove la musica non è un’eccezione ma una lingua madre: il padre è polistrumentista, la madre cantante lirica e pop. Fin da bambina “mastica” generi diversi, senza barriere. A sei anni inizia a suonare il pianoforte ad orecchio; solo in un secondo momento sceglie la strada del pianoforte classico, entrando in conservatorio. Due anni fa la laurea, conquistata dopo un percorso lungo, rigoroso, fatto di sacrifici e di una scelta chiara: non mollare.
Accanto allo studio accademico, però, resta forte il legame con la musica pop. È lì che Martina sente di poter essere più diretta, più vera. Il canto arriva dopo il pianoforte, quasi come una necessità. Non come semplice estensione tecnica, ma come spazio di interpretazione. Cantare, per lei, significa dare forma a ciò che sente, trovare una voce capace di raccontare le emozioni che la abitano.
Sul palco della sfida Martina sceglie Apnea di Emma Marrone, un brano complesso, ricco di cambi di tensione e di passaggi vocali impegnativi. Un’interpretazione tutt’altro che semplice, affrontata con lucidità e consapevolezza: Martina ha saputo destreggiarsi con esperienza e talento tra le difficoltà del pezzo, mantenendo controllo, intenzione e presenza scenica. Una prova giocata senza mediazioni, puntando tutto sull’urgenza espressiva. Di fronte a lei, Caterina, già all’interno della scuola, interpreta Ma che freddo fa di Nada, scegliendo una lettura esuberante, energica, capace di sfruttare appieno lo spazio scenico.
A giudicare la sfida è Filippo Gimigliano, direttore artistico di Atlantic Records. La decisione finale premia la continuità del percorso di Caterina, ma il passaggio di Martina non passa inosservato. Il giudizio è netto: la sua esibizione è “arrivata”. Una parola essenziale, che riconosce una qualità rara: la capacità di comunicare.
Negli ultimi anni Martina si è avvicinata sempre di più alla scrittura di brani originali. Scrivere, per lei, non è un esercizio di stile, ma un atto di sincerità. La sua musica nasce dall’urgenza di trasformare ciò che sente in suono, parola, atmosfera. Ogni pezzo diventa uno spazio di verità, un luogo in cui tecnica e istinto si incontrano senza forzature e in cui la musica smette di essere solo esecuzione per farsi presenza e identità.
La sfida di Amici non si è chiusa con un banco conquistato, ma ha acceso un riflettore su un’artista che porta con sé studio, ascolto e bisogno di dire. A volte non è l’ingresso a definire un percorso. È la coerenza con cui si continua a cercare la propria voce, in ogni forma che la musica può assumere.

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