La sala consiliare del Comune di Castrovillari è tornata a essere quello che deve: un corpo vivo, pulsante, stipato di persone che hanno smesso di aspettare il permesso per immaginare la Castrovillari del futuro. Non è stata una sfilata di sigle, ma una dichiarazione di intenti contro lo status quo. Non una passerella politica, ma un incontro di chi ha smesso di rassegnarsi.
La coalizione civica – composta dalle liste Solidarietà e Partecipazione, Uniti Civicamente, Onda Civica, Patto per CV, Piazza in Movimento e Pace Salute Lavoro Castrovillari – che sostiene Luca Donadio candidato sindaco, ieri sera si è presentata alla città. Con lui Ferdinando Laghi, consigliere regionale e presidente di Solidarietà e Partecipazione, Gianni Candreva per il gruppo territoriale M5S e Marigrazia Mainieri del direttivo di Civicamente. A moderare la serata giornalista Luigi Troccoli.
Nei loro interventi Candreva ha sottolineato la necessità di «legalità e di maggiore partecipazione democratica al governo della città», Mainieri ha rimarcato «l’importanza del Terzo Settore nel tessuto sociale cittadino».
Laghi: «I diritti non te li dà nessuno, devi prenderteli»
Ferdinando Laghi ha aperto con la radicalità di chi non si candida per la prima volta ma sceglie consapevolmente un salto di scala. Consigliere regionale e presidente di Solidarietà e Partecipazione, Laghi ha annunciato la propria discesa in campo per il consiglio comunale con una motivazione che suona più come obbligo morale che come calcolo politico: chi denuncia lo smantellamento della sanità pubblica, non può voltarsi dall’altra parte quando la stessa logica colpisce la città in cui vive.
I numeri che ha portato in sala sono quelli dell’ospedale di Castrovillari, e sono impietosi: «Organico medico – ricorda Laghi – al 32% sotto il fabbisogno previsto, solo cinque primari su quindici, infermieri con un quarto di vuoto in organico, oss dimezzati. Un pronto soccorso che funziona a singhiozzo. L’emodinamica, un tempo attiva h24, ridotta progressivamente ad h6, con la chiusura notturna e il dimezzamento dell’attività diurna. La neurologia, prevista con la stroke-unit – rievoca Laghi – sopravvissuta a se stessa in poche ore di ambulatorio settimanale. Il servizio di neuropsichiatria infantile allo sbando. L’oncologia, smantellata e poi parzialmente recuperata come unità operativa complessa con primario: non per iniziativa istituzionale, ma per la pressione del comitato civico, con i pullman a Cosenza e a Catanzaro, le carte alla mano, gli esposti in procura».
Una battaglia, dunque, per difendere dei diritti che dovrebbero, invece, essere tutelati.
«In Calabria i diritti te li devi prendere – ha tuonato Laghi – perché non te li regala nessuno». Una frase che vale un programma. La critica alla politica locale, poi, è a doppia lama: il centrodestra viene descritto come cinghia di trasmissione di interessi personali e politici ostili agli interessi e ai diritti dei cittadini di Castrovillari, capace soltanto di stendere tappeti rossi ai referenti sovraordinati, ma non di muovere un dito per i propri cittadini; il vecchio centrosinistra, con il suo silenzio imbarazzato e le sue assenze elettorali incomprensibili e ingiustificate, non viene risparmiato. Entrambi – nella lettura di Laghi – barattano i diritti dei cittadini con le proprie carriere. La candidatura al consiglio comunale è la risposta a questo schema.
Donadio: «Non chiedo fiducia cieca, chiedo di meritarmela»
Luca Donadio ha chiuso la serata con un discorso che ha mescolato i toni dell’analisi e quelli della confessione civica. Due anni di gestazione — «una pazzia», come lui stesso l’ha definita — si sono tradotti in un progetto che si presenta senza apparato di partito alle spalle e senza padrini politici: «Non ho correnti, non sono stato nominato da un segretario. Sono partito dalla mia volontà e da quella di chi ha scelto di venire con me».
Il programma tocca i nervi scoperti della città: le scuole, la cui sicurezza non è negoziabile; le strade, «un respingere le persone» per chi ha un passeggino, una disabilità, un bastone; i cantieri fantasma, annunciati senza tempi né controlli; le villette pubbliche curate solo in tempi di campagna elettorale. Ma il cuore dell’intervento è la questione demografica, declinata con numeri che Donadio riprende dal Rapporto Svimez: «Tra il 2011 e il 2024 sono andati via dalla Calabria 81.000 giovani tra i 18 e i 34 anni, con un’emorragia che nel solo 2024 ha toccato quota 3.200 unità. Il costo economico di questa migrazione — 30 miliardi di euro sottratti alle famiglie calabresi per mantenere figli che studiano e lavorano altrove — equivale, ha sottolineato, a quasi l’intero PIL regionale che spediamo alle altre regioni come se non ne avessero bisogno».
La risposta che propone non è assistenzialistica: «Spazi di coworking, sinergie con l’università, valorizzazione degli antichi mestieri, turismo sul Pollino, filiera agroalimentare. Ed una città in cui si vive e non si abita soltanto, in cui i giovani non siano costretti a scegliere tra l’amore per Castrovillari e il proprio futuro. Io non ho la bacchetta magica – ha detto – ma posso promettervi che non ci troverete mai distanti, mai indifferenti, mai a tirarci dall’altra parte».
L’evento ha sancito l’avvio ufficiale di una campagna che si presenta come alternativa civica a vent’anni di gestione politica tradizionale, con le idee i programmi di una coalizione civica senza padroni. Le urne diranno se Castrovillari è pronta al salto di qualità.
