“La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori” - Albert Camus
HomeAgoràAgorà Cosenza"Pasolini e la Calabria". Martedì 30 giugno la presentazione, a Palazzo dei...

“Pasolini e la Calabria”. Martedì 30 giugno la presentazione, a Palazzo dei Bruzi, del libro curato dal docente universitario Carlo Fanelli

“Pasolini e la Calabria”. E’ il titolo del libro, pubblicato dall’editore Pellegrini di Cosenza, a cura di Carlo Fanelli, professore associato presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, che sarà presentato martedì 30 giugno, alle ore 18,00, nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso e, in particolare, dal consigliere delegato all’Istruzione, Aldo Trecroci, in collaborazione con l’ICSAIC (l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea). Il volume racchiude gli atti del Convegno svoltosi, sullo stesso tema, ad Acri, il 24 e 25 marzo del 2023. “Pasolini e la Calabria” documenta una vicenda dai tratti inediti che affiora nel panorama degli studi pasoliniani e ne rappresenta un significativo riscontro. L’incontro di martedì 30 giugno a Palazzo dei Bruzi sarà aperto dai saluti del Sindaco Franz Caruso ed introdotto e coordinato dal consigliere comunale delegato all’Istruzione, Aldo Trecroci. Con il curatore del volume Carlo Fanelli dialogherà la giornalista Maria Chiara Caruso.

Il fulcro tematico del libro è rappresentato dall’incontro di Pier Paolo Pasolini con la Calabria. Il primo avvenne nel 1956, in occasione della consegna del Premio “Crotone” a Leonida Rèpaci, per il romanzo “Un riccone torna alla terra”. Il premio, istituito nel ’52 per volontà del sindaco comunista Silvio Messinetti, fu poi assegnato allo stesso Pasolini nel ’59 per il libro “Una vita violenta” da una giuria, presieduta da Giacomo Debenedetti, e composta, tra gli altri, da Giorgio Bassani, Carlo Emilio Gadda, Alberto Moravia, dallo stesso Leonida Rèpaci e da Rosario Villari. Il romanzo di Pasolini era stato escluso dal Premio Viareggio e dallo Strega. Questa volta Pasolini giungeva in Calabria “accompagnato” dalla querela di Vincenzo Mancuso, sindaco della giunta DC–MSI di Cutro, per quanto Pasolini aveva scritto in “La lunga strada di sabbia”, reportage pubblicato dal mensile milanese “Successo” diretto da Arturo Tofanelli, esito di un viaggio compiuto al volante di una Fiat 1100. In quel reportage Pasolini aveva avuto parole forti per Cutro e i cutresi, sì da suscitare la risentita reazione del Sindaco Mancuso che insorse a difesa della “dignità delle laboriose popolazioni di Cutro” la cui “reputazione, onore e decoro erano stati gravemente calpestati”. Della contesa dialettica tra il Sindaco di Cutro e Pasolini si occupò anche la stampa nazionale, ma l’intellettuale mise fine alla disputa con “Una lettera sulla Calabria”, pubblicata su “Paese sera” del 28 ottobre 1959, nella quale dichiarava seccamente e risolutamente: “Ho fatto come lo struzzo: non ho voluto saperne di più”. Giunto a Crotone per ricevere il premio e incalzato da numerosi e accesi cutresi, chiarì ulteriormente il suo pensiero dichiarando di avere utilizzato la parola “bandito” volendo intendere: “emarginato dai diritti civili”, da tutti i governi nazionali. Questo importante passaggio in cui la cronaca incrocia la storia, ricollega la vicenda a “Comizi d’amore”, documentario del 1963 che Pasolini girò anche in Calabria. E in uno dei tanti viaggi nella regione, ebbe a dichiarare: “In Calabria è stato commesso il più grave dei delitti, di cui non risponderà mai nessuno: è stata uccisa la speranza pura, quella un po’ anarchica e infantile di chi, vivendo prima della storia, ha ancora tutta la storia davanti a sé”. Poi, sarà nuovamente in Calabria, a Le Castella e Cutro, per le riprese de “Il Vangelo secondo Matteo”, film che uscirà nel 1964, e nel corso delle quali il regista utilizzò oltre ad attori non professionisti, comparse reclutate tra la locale popolazione contadina. Il profilo che emerge da questo libro affresca nitidamente e senza falsi costrutti i segni della costante attualità di Pasolini negli ambiti culturali, sociologici e politici lambiti dal suo pensiero, rinnovando una prospettiva analitica, all’interno degli studi pasoliniani, dei passaggi di questo “gigante” per le terre desolate e desolanti della Calabria degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.

Articoli Correlati