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Claudio Piersanti e “La finestra sul porto” al Premio Sila

“La finestra sul porto” è il nuovo romanzo di Claudio Piersanti, presente nella Decina 2026 del Premio Sila ‘49. Un libro in cui Piersanti racconta la vita quotidiana degli italiani. Arte in cui riesce come pochi altri. Quell’arte di costruire personaggi che restano nella memoria senza cadere in facili effetti. Di esplorare il territorio della provincia italiana con profondità psicologica e attenzione ai dettagli. E la finestra sul porto “protagonista” si fa simbolo di un’estraneità alla vita che si estrinseca in desiderio, passione, dolore.
Giovedì 23 aprile, alle 18, libreria Mondadori di Cosenza, avremo l’occasione di ascoltare Claudio Piersanti che, in compagnia di Maria Teresa Pedace, presenterà al pubblico il suo romanzo.

Il mare come metafora dell’esistenza
Roberto, un avvocato di provincia, è il protagonista del romanzo. Torna sempre nella stessa casa. Una piccola abitazione che si affaccia sul mare, dove ha vissuto da ragazzo.
Nessuno conosce l’esistenza di questo rifugio. Neppure i suoi amici più stretti. È lì che custodisce i propri segreti. Accade qualcosa di inaspettato. Che esplode all’improvviso. In una notte che stravolge tutto…
“La finestra sul porto” è una finestra sull’esistenza. E come tale, muta continuamente senza mai restare uguale a se stessa.
Piersanti costruisce una narrazione dove il mare si fa metafora: della conquista, della consolazione, della trasformazione interiore. L’amore somiglia a una mareggiata lontana, a un’onda impetuosa che finisce per infrangersi contro gli scogli.
L’incontro di giovedì prossimo con Claudio Piersanti sarà l’occasione per esplorare il big bang di questo universo narrativo così stratificato. Per capire come si costruisce una storia d’amore che è anche storia di solitudine, di redenzione. Per scoprire come si racconta la provincia italiana senza voler per forza plasmarla in qualcosa che non è.

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LA SCHEDA DEL LIBRO
Claudio Piersanti – La finestra sul porto – Feltrinelli Gramma
Roberto è un avvocato di provincia che nasconde molti segreti, e la finestra sul porto è il simbolo della sua totale estraneità alla vita della città.
Nella piccola casa che si affaccia sul mare lui torna spesso: ha vissuto lì da ragazzo con la madre, morta da qualche anno.
Nessuno sa di questo luogo dove lui va a nascondersi e dove ogni oggetto rimanda alla sua giovinezza, neppure i suoi due amici più stretti: Maria e Piero. Maria è un’archeologa innamorata dell’arte, una giovane donna bella e sincera. Piero, il marito, è un ex attore frustrato e ambizioso: amico e compagno di scuola di Roberto, ha condiviso con lui viaggi e la passione per il jazz.
Roberto ha avuto relazioni infelici e senza amore, e sembra rassegnato a una solitudine fatta di passeggiate al porto, immerso nella contemplazione del mare. Per lui, sradicato, nato in campagna e vissuto nelle pianure del Nord, il mare rappresenta una conquista, la sua unica consolazione.
Tra i segreti c’è un amore profondo e inconfessabile, che all’improvviso viene allo scoperto. In una notte cambia tutto. L’amore spazza via finzioni e amicizie, esplode la felicità, ma anche il dolore di chi ne resta escluso. Il senso di colpa e la passione si mescolano in una miscela insostenibile. L’ombra della tragedia sta per oscurare la vita di tutti.
Ma ogni cosa ha una fine, anche il dolore. La forza dell’amore è inspiegabile, assomiglia a quella del mare. La finestra sul porto è una finestra sulla vita, destinata a cambiare di continuo senza essere mai la stessa.

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LA BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Claudio Piersanti
È uno degli autori più importanti della narrativa italiana contemporanea. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti tra cui “Casa di nessuno”, “Gli sguardi cattivi della gente”, “Luisa e il silenzio” – vincitore del Premio Viareggio Rèpaci e del Premio Vittorini – e “Il ritorno a casa” di Enrico Metz, premiato tra gli altri con il Premio Napoli e il Premio Campiello. Tra i suoi libri più recenti “I giorni nudi”, “Venezia, il filo dell’acqua” e “La forza di gravità” (2018). Ha vinto inoltre il premio Flaiano alla carriera. Con Quel maledetto Vronskij ha vinto il premio Mastercard 2021 ed è arrivato secondo al Premio Strega nel 2022. La sua scrittura è riconosciuta per la profondità psicologica e l’attenzione ai dettagli della vita quotidiana.

 

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