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Magrassi a Mezzogiorno Amaranto: “Il bene della Reggina viene prima dei miei gol. Vi racconto gli allenamenti con Modric”

Mentre la Reggina prosegue gli allenamenti al Sant’Agata – giovedì è previsto il rientro in gruppo di Abonckelet ed Alma – il patron Claudio Lotito si è candidato alla carica di consigliere presso la Figc. Si attende di conoscere anche il campo che ospiterà il match di domenica tra Enna e Reggina: chiesta la disponibilità al Comune di Troina.

Andrea Magrassi è intervenuto nel corso di Mezzogiorno Amaranto su Radio Touring 104, per analizzare il momento della squadra nonché il suo personale: “Tanti partner diversi in attacco? Sono tutti validi. Per caratteristiche, sono un centravanti che offre anche quantità. Rispetto a Guida che è un giocatore tecnico, in termini agonistici risulto più fastidioso per i difensori. Mi rincuora il fatto di riuscire ad aprire spazi. Sconsolato al termine di Reggina-Ragusa? Non mi leggo troppo al gol. A mente fredda, il fatto di aver avuto molte occasioni mi lascia tranquillo. Cinque gol, partita propositiva. Poi è normale che per me è importante segnare qualche gol in più. Il nervosismo deriva dal fatto che mi sono stati annullati tre gol nelle precedenti giornate”.

Ben diverso l’ambiente di Reggio rispetto a posti come Cittadella o Chiavari: “Ho avuto altre esperienze al sud, in gironi scomodi sul piano ambientale. Per la prima volta gioco nel girone I. Le pressioni? Sono abituato a non leggere e a non ascoltare niente – ammette Magrassi a Radio Touring – Anche il più forte mentalmente ad isolarsi, può mettere una piccola percentuale della testa in quelle cose lì. Il calciatore non deve minimamente pensare a quel che succede all’esterno. Al di là delle mie esperienze con Cittadella ed Entella, chi gioca in Serie A riesce a minimizzare”.

L’attaccante si sofferma sulle differenze tra un girone e l’altro, in Serie D: “In altri gironi è più difficile sul piano tecnico, qui le difficoltà sono sul piano mentale. Pressione, campi ostici. I presidenti mettono bocca sulle squadre avversarie, non mi era mai capitata una cosa del genere. Qui c’è più temperamento. Gli allenamenti con la prima squadra del Milan? Nella prima parte di stagione, mancavano tutti gli attaccanti. Servivo in allenamento. Ho avuto l’onore di imparare da tutti. Avevo accanto Modric, che può dare l’esempio a 360 gradi su cosa significhi essere un calciatore. In campi di provincia trovi chi si sente più giocatore di gente così”.

Magrassi torna sull’esperienza in C a Pontedera: “Giocavo con lo stesso modulo di adesso, ossia 3-5-2 o 3-5-1-1. Anche mia moglie si è ricordata che a Pontedera ero partito in sordina, in termini di gol. Feci tre gol all’andata, ho chiuso capocannoniere. Ma i reggini tifano Reggina e non Magrassi, più importante vincere il campionato che arrivare a 20 gol. Ho fatto questa scelta perché intravedevo qualcosa di importante, non ho mai pensato agli obiettivi personali. Il mio focus è per il bene collettivo, l’obiettivo è riportare la Reggina fuori da una categoria in cui al mercoledì non si sa dove si gioca domenica. Se vinciamo ad Enna con un mio gol? Regalo due biglietti di curva per Reggina-Sambiase”.

p.f.

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