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266 ex tirocinanti calabresi MiC e Giustizia: “L’interrogazione del senatore Tino Magni riaccende le speranze”

“Noi ex tirocinanti del Ministero della Cultura e del Ministero della Giustizia siamo reduci da un provvedimento di politiche attive a favore di soggetti disoccupati, iniziato nel 2016, mediante dei bandi della Regione Calabria che ci ha consentito di prestare servizio presso le sedi periferiche calabresi dei suddetti ministeri, dopo aver superato una selezione per titoli e nel caso della terza area funzionale anche di una prova orale.
L’obiettivo di questo percorso era, chiaramente, l’inserimento lavorativo e, pertanto, per rientrare nell’ente ospitante è stato emanato il bando di concorso “Selezione pubblica per il reclutamento di millenovecentocinquantasei unità di personale non dirigenziale, a tempo determinato della durata di diciotto mesi e parziale diciotto ore settimanali, varie aree, per il Ministero della cultura, il Ministero della giustizia e il Ministero dell’istruzione”. L’accoglimento di un ricorso al Tar del Lazio ha fatto venir meno lo svolgimento del tirocinio come titolo di accesso e il concorso è stato aperto a tutti. Una parte dei vincitori del concorso, quindi, non fa parte del bacino dei tirocinanti. Inoltre, la prova per noi tirocinanti del MiC, che si è svolta il 26 luglio 2022, gestita da Formez, si è dimostrata totalmente inadeguata ad accertare la professionalità acquisita, pertanto per la maggior parte di noi, nonostante l’impegno e i sacrifici, l’intero percorso lavorativo è stato arrestato. Paradossalmente siamo stati dichiarati NON IDONEI a ricoprire le mansioni che avevamo già svolto quotidianamente per lunghi periodi di tempo presso la sede che ci era stata assegnata. Il numero dei tirocinanti esclusi dalla contrattualizzazione è di ben 266, di cui 255 del MiC e 11 del Ministero della Giustizia. È opportuno ricordare che tra gli esclusi sono compresi anche soggetti che hanno superato il concorso ma che non configurano tra i vincitori.
Dopo aver segnalato più volte questa situazione sembrava che si fosse arrivati alla comprensione della vicenda e, quindi, ad una soluzione. L’approvazione dell’emendamento 19.13 posto sul decreto Sud (DL 124/2023) a firma dell’On. Francesco Cannizzaro, avvenuta il 26 ottobre 2023 avrebbe dovuto porre rimedio, in quanto autorizzava i Ministeri a bandire un nuovo concorso e dare la possibilità ai 266 tirocinanti esclusi ingiustamente di ottenere un contratto di 18 mesi a 18 ore settimanali (articolo 19 comma 9-bis, DL 124/2023). Il passaggio successivo consisteva nell’emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri mediante il quale si individuano le unità di personale da assegnare ai Ministeri interessati alla nuova procedura selettiva. Il D.P.C.M, nonostante le rassicurazioni forniteci di volta in volta, non è mai stato emanato e la procedura in questione si è bloccata definitivamente. Durante le diverse interlocuzioni politiche sono state evidenziate differenti problematiche per giustificare il cosiddetto “ritardo” nell’ottenimento del D.P.C.M.. In un primo momento le criticità riguardavano la modifica delle figure professionali da parte del Ministero della Cultura, che richiedeva, pertanto, un adeguamento del testo del D.P.C.M. ai nuovi profili. Successivamente, si è fatto riferimento alla mancata indicazione dei capitoli di bilancio da parte del MiC e al fatto che il Ministero non avesse bisogno di personale. Dopo un’attenta analisi della situazione siamo giunti alla conclusione che, in verità, le varie giustificazioni fornite nel corso del tempo hanno solo celato la ragione più probabile dell’arresto della procedura, ovvero l’assenza della copertura finanziaria dell’emendamento.
A distanza di più di due anni dall’approvazione dell’emendamento, l’interrogazione realizzata dal Senatore Onorevole Celestino (Tino) Magni, che sentitamente ringraziamo, riapre un importante spiraglio. Mediante l’interrogazione visionabile al seguente link https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=Sindisp&id=1513282&idoggetto=0&rif=0 si chiede ai Ministri per la Pubblica Amministrazione, della Cultura e della Giustizia, Zangrillo, Giuli e Nordio, le ragioni che hanno impedito l’emanazione del decreto ministeriale e se si intenda adottare iniziative volte a valorizzare l’esperienza professionale maturata dai 266 ex tirocinanti e i tempi previsti. Rinnoviamo il nostro appello alle forze politiche affinché la procedura intrapresa con l’emendamento 19.13 abbia seguito e ci consenta di ottenere il lavoro per il quale abbiamo seguito questo lungo percorso e per il quale siamo stati formati”.

Così in una nota i 266 ex tirocinanti MiC e Giustizia.

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