Si è svolto presso la Sala Ser.D. dell’ASP di Cosenza, in via Fiume 1, l’evento “Integrazione socio-sanitaria: tra sfide e buone prassi”, promosso dalla VI Commissione Politiche Sanitarie del CROAS Calabria. Un’importante occasione di confronto che ha riunito oltre 60 professionisti del settore sociale, sanitario e istituzionale per riflettere sui nuovi modelli organizzativi previsti dal DM 77/2022 e sul ruolo strategico dell’assistente sociale nei processi di presa in carico integrata.
Ad aprire i lavori è stato il dott. Pantaleone Sbarra, Assistente Sociale Specialista e Presidente della VI Commissione Politiche Sanitarie del CROAS Calabria, seguito dai saluti istituzionali del dott. Roberto Calabria, Direttore U.O.C. Ser.D. di Cosenza.
Nel corso del suo intervento, la Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, dott.ssa Sonia Bruzzese, ha evidenziato come l’integrazione socio-sanitaria rappresenti oggi una scelta culturale e una responsabilità collettiva, sottolineando la necessità di costruire servizi realmente centrati sulla persona, sui suoi bisogni e sulla sua dignità. La Presidente ha inoltre ribadito il valore della collaborazione interprofessionale e il ruolo fondamentale degli assistenti sociali all’interno delle reti territoriali e dei percorsi di presa in carico.
La dott.ssa Giovanna Selena Russo, componente della VI Commissione Politiche Sanitarie del CROAS Calabria, ha illustrato il lavoro della Commissione, sottolineando come la sua costituzione rappresenti una scelta strategica volta a garantire maggiore attenzione e rappresentanza agli assistenti sociali impegnati nei servizi sanitari e nei contesti di integrazione socio-sanitaria, caratterizzati da crescente complessità e continua evoluzione.
Ampio spazio è stato dedicato al confronto multidisciplinare. Il prof. Vincenzo Carrieri, Direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Società, Salute e Territorio dell’Università della Calabria, ha affrontato il tema dei determinanti socioeconomici della salute e dell’integrazione dei servizi in Calabria, soffermandosi sulle disuguaglianze sanitarie legate allo svantaggio sociale ed economico. Il Prof. Carrieri ha inoltre evidenziato una criticità strutturale che incide sulle politiche di prevenzione: i benefici degli investimenti preventivi si manifestano nel lungo periodo, spesso oltre la durata dei mandati politici, mentre i costi delle cure producono effetti immediati sui bilanci pubblici. Un disallineamento tra tempi della politica e tempi della salute pubblica che, secondo Carrieri, contribuisce al cronico sottoinvestimento nella prevenzione.
Il docente ha poi richiamato l’attenzione su un ulteriore limite del sistema informativo sanitario italiano: le Schede di Dimissione Ospedaliera, che contengono dati fondamentali sulle diagnosi e sulla provenienza dei pazienti ricoverati, non risultano pienamente disponibili in forma digitalizzata per finalità di ricerca. Una carenza che rende estremamente complesso incrociare i dati sanitari con le mappe degli inquinanti ambientali e individuare eventuali cluster territoriali di rischio.
Il dott. Massimo Aiello, Dirigente Psicologo ASP Catanzaro DSM e Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Calabria, è intervenuto sul ruolo dello psicologo nelle équipe multidisciplinari dei servizi sociali, evidenziando la necessità di rendere strutturali i servizi erogati dagli Ambiti Territoriali Sociali, superando logiche legate esclusivamente alla temporaneità dei finanziamenti.
Particolarmente atteso l’intervento dell’assessore regionale Pasqualina Straface, con delega a Inclusione sociale, sussidiarietà, welfare e pari opportunità, che ha ribadito l’impegno della Regione Calabria nel rafforzare l’integrazione tra sociale e sanitario, definendola “condizione imprescindibile per dare risposte efficaci ai cittadini, soprattutto nelle aree più fragili”. L’assessore ha inoltre riconosciuto il ruolo centrale dei professionisti nella co-costruzione delle politiche di welfare e nei processi di innovazione socio-sanitaria avviati sul territorio regionale.
Nel corso della giornata si sono susseguiti anche gli interventi del dott. Fausto Sposato, Presidente OPI Cosenza, sul tema dell’Infermiere di Famiglia e Comunità previsto dal DM 77, e del dott. Sergio Pascuzzo, Assistente Sociale Spoke Corigliano-Rossano e P.O. Acri, che ha affrontato il tema della continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
Nel suo contributo, Pascuzzo ha evidenziato alcune delle principali criticità che ancora ostacolano una reale integrazione socio-sanitaria: “professionisti che non si parlano, dimissioni senza regia, tempi incompatibili tra ospedale e territorio e responsabilità indefinite tra ASP e Ambiti Territoriali”. Una riflessione che ha acceso l’attenzione sui nodi organizzativi e operativi ancora aperti.
Il dott. Pasquale Colurcio ha invece approfondito il tema della supervisione socio-sanitaria come strumento di qualità, tutela professionale e continuità assistenziale, sottolineando come “prendersi cura degli operatori significhi prendersi cura meglio delle persone fragili”.
A moderare i lavori è stato il dott. Pantaleone Sbarra, che ha accompagnato il confronto con competenza ed equilibrio, favorendo il dialogo tra i diversi professionisti coinvolti. Il suo contributo, insieme a quello dei componenti della Commissione, ha rappresentato un elemento centrale per la riuscita dell’iniziativa.
Momento particolarmente significativo della giornata è stata la firma dei Protocolli di Intesa tra l’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, l’Ordine degli Psicologi della Calabria e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche. Un passaggio che sancisce l’avvio di una collaborazione strutturata tra professioni finalizzata alla promozione di percorsi condivisi, attività formative comuni, tavoli di lavoro e azioni integrate a sostegno delle politiche socio-sanitarie regionali.
L’iniziativa conferma il ruolo del CROAS Calabria come soggetto attivo nella promozione di reti professionali, processi di innovazione sociale e sanitaria e percorsi condivisi orientati alla costruzione di una sanità territoriale sempre più integrata e centrata sulla persona e sulla sua rete di supporto.
