Grande affluenza di pubblico e vivo interesse ieri presso la Chiesa di Maria SS del Rosario di Vibo Valentia per la presentazione del volume “Amedeo Vella e la sua musica. Storia e note di un’anima”, a cura di Antonio Romano, edito da Libritalia Edizioni.
Un appuntamento che ha saputo coniugare ricerca storica, passione musicale e memoria collettiva, richiamando un pubblico numeroso e partecipe. A impreziosire l’incontro, la presenza di autorevoli relatori che hanno offerto contributi di grande spessore. Tra questi Simona Toma, direttore editoriale della casa editrice Libritalia, che ha sottolineato il valore culturale dell’opera; Filippo Ramondino, direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Mileto, che ha evidenziato l’importanza della ricerca documentale e del lavoro fatto per ricostruire la vita dell’artista; il Maestro Diego Ventura, direttore d’orchestra, che ha offerto una lettura musicale e interpretativa della figura di Vella; e la professoressa Carla Castagna, che ha guidato con equilibrio e competenza il dialogo tra gli interventi.
Il volume rappresenta un importante lavoro di ricostruzione storica e musicologica dedicato alla figura di Amedeo Vella, artista che, pur essendo stato apprezzato e stimato nel suo tempo, è stato progressivamente dimenticato dalla narrazione ufficiale. Il progetto editoriale nasce proprio con l’intento di restituire voce e dignità a un protagonista della vita musicale italiana, riportandone alla luce il percorso umano e artistico.
Durante l’incontro è emerso con chiarezza come la ricerca non si limiti a una semplice biografia, ma si configuri come un’analisi approfondita del contesto storico e culturale in cui Vella operò. Il lavoro di Romano attraversa infatti le trasformazioni del panorama musicale dell’epoca, soffermandosi in particolare sulla realtà calabrese e sull’esperienza delle bande musicali, tra cui spicca il riferimento alla Banda di Agrigento, ambiente fondamentale per la formazione e l’attività del musicista.
Uno degli aspetti più affascinanti del volume è la ricostruzione della vita di Vella, divisa tra la Sicilia — in particolare Naro — e la Calabria, con un legame significativo con Vibo Valentia, all’epoca conosciuta come Monteleone di Calabria. Due territori che diventano non solo luoghi geografici, ma veri e propri poli culturali entro cui si sviluppa una vicenda artistica intensa e radicata nel tessuto sociale.
Ampio spazio è dedicato anche all’analisi delle opere più significative di Vella. Il testo le esamina sotto il profilo tecnico e compositivo, mettendole in relazione con le correnti musicali contemporanee e offrendo un confronto puntuale con il linguaggio dell’epoca. Ne emerge il ritratto di un autore capace di dialogare con il proprio tempo, ma anche di esprimere una cifra personale, fatta di sensibilità melodica e rigore formale.
L’evento odierno ha rappresentato non solo la presentazione di un libro, ma un momento di riscoperta identitaria per il territorio. Il pubblico ha seguito con attenzione e partecipazione, testimoniando quanto sia ancora vivo il desiderio di conoscere e valorizzare figure che hanno contribuito alla storia culturale locale. In un’epoca in cui la memoria rischia spesso di dissolversi, iniziative come questa assumono un valore ancora più significativo: riportare alla luce storie dimenticate significa restituire profondità al presente e costruire un ponte consapevole con il passato. Il lavoro di Antonio Romano su Amedeo Vella si inserisce pienamente in questa direzione, offrendo uno strumento prezioso per studiosi, appassionati e per l’intera comunità.
L’evento si colloca tra le tante attività attività del Maggio dei Libri 2026 stilato dall’editore e l’opera, sara’ esposta tra le novità di Libritalia presso il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026.
