Il Tar Catanzaro ha respinto il ricorso proposto da Pietro Raso, già consigliere regionale e primo dei non eletti, contro Gianpaolo Bevilacqua, difeso dagli avvocati Francesco Pitaro e Francesco Caglioti, eletto consigliere regionale alle ultime consultazioni elettorali. Raso, con il ricorso, chiedeva la verifica dei risultati elettorali e l’attribuzione di maggiori voti con conseguente elezione dello stesso Raso al posto di Bevilacqua.
“Il Tar Catanzaro – spiegano i difensori di Bevilacqua – in accoglimento dei rilievi difensivi sollevati dagli avvocati Pitaro e Caglioti, ha respinto il ricorso di Raso ritenendolo esplorativo e generico. Ed invero, nel proprio atto difensivo, Bevilacqua ha chiesto al Tar il rigetto del ricorso di Raso per essere generico e per assenza di elementi probatori e per il non superamento della prova di resistenza. Nello stesso atto Bevilacqua ha pure proposto ricorso incidentale, rivendicando l’attribuzione in proprio favore di voti e l’annullamento di voti attribuiti a Raso, e, tuttavia, non vi è stato bisogno di esaminare il ricorso incidentale per il rigetto del ricorso principale di Raso”. “Si esprime soddisfazione – affermano Pitaro e Caglioti – per la pronuncia del Tar Catanzaro che, in accoglimento delle nostre deduzioni difensive, ha respinto il ricorso di Pietro Raso riconoscendo la legittimità dell’elezione di Gianpaolo Bevilacqua a consigliere regionale. Il Tar Catanzaro, infatti, in applicazione dei principi che governano il processo elettorale, ha respinto il ricorso ritenendolo, per come dai noi richiesto negli atti difensivi, esplorativo e generico e mancante di elementi e indizi probatori e per il non superamento della prova di resistenza”.
