“Alla luce del lavoro già svolto nei mesi scorsi, riteniamo non sia più il tempo dell’analisi ma quello delle scelte.
La Regione Calabria, coinvolgendo ARPACAL, le procure di Vibo Valentia e Lamezia Terme, le forze dell’ordine e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha già approfondito in modo puntuale le cause delle criticità che interessano il nostro mare. Come ricordato anche dal prof. Silvio Greco nel corso dell’iniziativa pubblica “Il mare che verrà”, organizzata dal PD di Lamezia il 6 agosto scorso, è ora necessario passare dalle diagnosi alle decisioni politiche e agli interventi strutturali.
Per questo riteniamo sia doveroso aprire una fase di verifica e responsabilità istituzionale, ponendo alcune domande chiare. Dobbiamo interrogare la Regione Calabria e ARPACAL, affinché chiariscano lo stato degli interventi, dei controlli e delle azioni messe in campo su tutto il territorio:
I Comuni hanno effettivamente utilizzato le risorse disponibili per la manutenzione, la pulizia e l’ammodernamento dei depuratori?
Sono stati realizzati interventi adeguati sulle reti fognarie, spesso tra le principali cause delle criticità?
Sono stati attivati controlli efficaci e sistematici su scarichi e attività non a norma?
Quali azioni sono state messe in campo rispetto all’impatto dell’agricoltura intensiva e ai fenomeni conseguenti, come la proliferazione di alghe e batteri?
Crediamo che su questi punti serva trasparenza e un’assunzione chiara di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti.
Come Partito Democratico di Lamezia Terme, intendiamo promuovere un’iniziativa pubblica sul tema del mare che parta proprio da qui: dai dati già acquisiti e dalla necessità di tradurli in scelte concrete, verificabili e tempestive, nell’interesse della salute dei cittadini, della tutela ambientale e dello sviluppo turistico del territorio”.
Così in una nota Rosamaria Scaramuzzino.
