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Antonio Pascale presenta “Cose umane” alla libreria Mondadori di Cosenza

Il viaggio che ogni figlio percorre per diventare ciò che è. Il ritorno ai luoghi, alle memorie, alle case che odorano di infanzia, che quel viaggio lo racconta e lo ricompone. Sarà da questa immagine che partirà il primo degli appuntamenti con la Decina 2026 del Premio Sila. Martedì 24 marzo, alle 18, la libreria Mondadori di corso Mazzini aprirà le sue porte ad Antonio Pascale, che presenterà al pubblico “Cose umane”, il suo ultimo romanzo pubblicato da Einaudi.

A dialogare con lui, Marco Scarpelli, in una conversazione che coinvolgerà anche il pubblico presente in libreria. L’incontro segna l’inizio di un percorso che, nei prossimi mesi, porterà a Cosenza le dieci voci finaliste della quattordicesima edizione del Premio Sila.

Un’occasione preziosa per trasformare la città in un salotto letterario diffuso, capace di accogliere autori e lettori intorno ai libri che raccontano l’Italia contemporanea. La libreria Mondadori, nel cuore di corso Mazzini, diventa così il primo palcoscenico di una serie di incontri che attraverserà generi, stili e territori, confermando il valore culturale di un Premio che da tanti anni tiene insieme memoria e futuro.

 

Dal Novecento contadino all’intelligenza artificiale

Si annuncia come un dialogo intorno alle domande essenziali della nostra esistenza, la serata in compagnia di Antonio Pascale: cosa resta, alla fine, di ciò che siamo stati? Con la sua scrittura, precisa e ironica insieme, Pascale guida i lettori in un viaggio che da Caserta arriva fino a Roma, e dal Novecento contadino si spinge fino all’era dell’intelligenza artificiale, attraversando generazioni, trasformazioni sociali e sentimenti che non cambiano mai.

«È un onore aprire con Antonio Pascale questo cammino attraverso la Decina 2026 – ha dichiarato l’avvocato Enzo Paolini, presidente della Fondazione Premio Sila –. “Cose umane” è un romanzo che parla di radici, di distanze percorse e di ritorni necessari. Sarà il primo di dieci appuntamenti che trasformeranno il capoluogo bruzio in un palcoscenico letterario, capace di accogliere le voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea».

 

Tra memoria familiare e trasformazioni sociali

Nel romanzo di Pascale, il mese di agosto svuota Caserta e la popola di fantasmi, un figlio tenta di sbrogliare i fili della memoria familiare per ritrovare, in quell’intreccio, anche il bandolo della propria storia.

Sullo sfondo, un’Italia che cambia volto: dal paese di Pinocchio, segnato dalla fame e dalla miseria, a MasterChef, il regno dell’abbondanza. Tra nonni contadini e capomastri, parenti minatori in Belgio e prozie mezze streghe, il protagonista osserva il passato riaffiorare in frammenti mentre intorno a lui si muovono amici emigrati al Nord, ragazze camorriste e una figlia ventenne che studia intelligenza artificiale e sogna la campagna.

Con la sua scrittura che tiene insieme analisi spietata e commozione trattenuta, Pascale costruisce un’installazione narrativa che è al tempo stesso romanzo familiare e riflessione sul tempo che passa.

E ci ricorda che le ‘cose umane’ – gli amori che finiscono, i genitori che invecchiano, le memorie che si trasformano – sono poi le uniche, vere, degne di essere raccontate.

 

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LA SCHEDA DEL LIBRO

Antonio Pascale, Cose umane, Einaudi

Quali saranno, al termine del nostro viaggio, le cose degne di essere ricordate? In un agosto che svuota le città e le popola di fantasmi, un figlio tenta di sbrogliare i fili della memoria famigliare, e si trova a riannodare anche quelli della propria vita.

Con la sua irresistibile, scanzonata vena malinconica, Antonio Pascale percorre la distanza che ci separa da com’eravamo una volta per misurare chi siamo oggi, raccontando di genitori che invecchiano, di giovinezze sognanti, di amori che iniziano prestissimo, finiscono male o non finiscono mai… Insomma, di cose umane. Strade assolate, deserte, che sembrano svanire all’orizzonte, le saracinesche chiuse, un silenzio granitico – e dire che al mondo siamo otto miliardi, ma a Caserta, ad agosto, sembra non ci sia nessuno.

A casa dei genitori di Antonio il sole non entra quasi mai: colpa di sua madre che vorrebbe sempre stare al buio, e nel buio dormire, e dormendo, possibilmente, andarsene all’altro mondo. Antonio va e viene da Roma per starle accanto, ma si sa: viaggiare – anche se lo fai su un Frecciargento, avanti e indietro lungo la stessa tratta – è un ottimo modo per mettere in moto l’ispirazione.

Quale occasione migliore, allora, per lavorare su una nuova opera? Non un libro, ma un’installazione – come quelle che faceva con Caterina, l’amore tormentato della giovinezza – per raccontare la rivoluzione che in qualche decennio ha trasformato l’Italia: dal paese di Pinocchio, segnato dalla fame e dalla miseria, a MasterChef, il regno dell’abbondanza.

Manco a farlo apposta, nella sua storia c’è tutto quello che serve: un nonno contadino che puzza di letame e uno capomastro che odora di acquaragia, i parenti minatori in Belgio, una prozia mezza strega che sembra uscita da un libro di Ernesto De Martino, un padre che si è emancipato dal lavoro dei campi ed è finito all’Ispettorato agrario, una madre maestra che ha insegnato a scrivere a mezzo quartiere e che oggi della sua vita non ricorda quasi nulla, e allora modifica, arrangia, inventa, peggio di un romanziere.

E poi ci sono gli amici emigrati al Nord, quelli che sono rimasti in città e quelli che sono rimasti sotto all’eroina, gli speculatori, gli strunz’ e gli sfaccimm’, le ragazze camorriste e quelle amate, offese, contese. E infine c’è Susanna, la figlia poco più che ventenne, che studia l’intelligenza artificiale e (alla faccia della storia famigliare) vuole vivere in campagna.

La sua voce ironica – o forse quella di un bot che le somiglia – fa da contrappunto alle idiosincrasie del padre, obbligandolo ad affacciarsi sul futuro che ci aspetta quando anche l’era di MasterChef sarà tramontata.

 

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LA BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Antonio Pascale

È scrittore, saggista e giornalista. Vive e lavora a Roma, dove svolge anche attività di ispettore presso il ministero dell’Agricoltura. Collabora con numerose testate, tra cui Il Mattino, Il Foglio – per cui dirige il bisettimanale Agrifoglio – Rivista Studio, Mind, Le Scienze e Il Post. Per Einaudi ha pubblicato diversi libri di narrativa e saggistica, tra cui “La manutenzione degli affetti” e “Passa la bellezza”. Con “La foglia di fico” è stato finalista al Premio Campiello 2022.

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