di Paolo Ficara – Un altro fiore all’occhiello. Dopo la Reggio Bic del coach Antonio Cugliandro, ormai da tempo in massima serie e capace di attrarre eventi internazionali al PalaCalafiore, un’altra realtà reggina si è ormai presa la ribalta sportiva. Si tratta della Sport Specialist, formazione di pallavolo maschile. Messa in piedi due anni e mezzo fa dalla famiglia Polimeni, col prezioso ausilio del dg Marco Martino. Ed il cui progetto è stato subito sposato dall’azienda Domotek.
Abbiamo seguito da vicino il primo anno di attività, allenamenti compresi. Anche per “consolarci” rispetto a frequentazioni feniciose, che ci affliggevano anche per la nomenclatura. Oltre che per tutto il resto. Negli occhi del mister Antonio Polimeni e del direttore Martino, abbiamo notato subito una caratteristica non scontata: passione.
E quando alla passione si unisce l’entusiasmo, non vengono nemmeno nominati due termini spesso ridondanti come competenza e risorse.
Circa la competenza, non è certamente in possesso di chi scrive. Almeno in tema volley, se permettete. Per quanto concerne le risorse, si tratta di una gestione inizialmente familiare. Allargatasi grazie alle sponsorizzazioni, e con l’immediato salto di categoria. Coinvolte altre figure professionali di spessore, come Cesare Pellegrino e Billy Gurnari. Nulla è stato lasciato al caso.
I risultati come l’immediata promozione in A3, con una sfilza impressionante di vittorie tutte per 3-0, nonché la Coppa Italia alzata domenica scorsa al cielo di Belluno, sono figli soprattutto della passione. O ce l’hai o non ce l’hai. L’entusiasmo invece è contagioso. E la bravura della Domotek Volley è stata quella di trasmetterlo alla piazza. Numerose iniziative tese a omaggiare o premiare gli abbonati. Massima organizzazione per le trasferte. Mai una parola fuori posto.
La seguitissima diretta della finale di Coppa Italia tra Domotek Reggio Calabria e Conad Reggio Emilia, vinta in rimonta al tie break, ha consentito di apprendere un significativo spaccato. Che sarebbe rimasto sconosciuto a tutti noi, senza l’invadenza dei microfoni a ridosso delle panchine. Sotto di un set e con il secondo quasi compromesso, mister Polimeni si è rivolto alla squadra dicendo che “ci manca quel pizzico di follia”.
Non una ricezione più solida. Non una schiacciata più convinta. Non un pizzico di follia. Ma “quel” pizzico.
Ora, alzi la mano quel tifoso della Reggina che non vorrebbe clonare tutto della Domotek, dalla barba di Antonio Polimeni fino ai lacci delle scarpe del capitano Domenico Laganà, e proiettare tutto e tutti tra Sant’Agata e Granillo. Impossibile, chiaro. Ma si tratta pur sempre della dimostrazione di come si possano ottenere risultati. Concentrandosi su sé stessi e richiamando il pubblico con i giusti messaggi.
Non è tardi per imitare questo esempio positivo. O forse sì. Arroganza ed inciuci purtroppo stanno alla base. La Domotek si porta i tifosi in pullman, in trasferta. La Reggina manda i giocatori allo stadio con le proprie vetture, in casa. Non è solo questione di soldi. Ma di mentalità. Di approccio al significato stesso dello sport. Per imitare l’esempio Domotek, serve partire dalle basi. Ma probabilmente, servono altre teste.
L’attuale realtà della Viola, la conosciamo di meno. A giudicare superficialmente, si può dire che i neroarancio hanno la passione e l’entusiasmo della Domotek, ma i risultati sono quelli della Reggina: in quarta serie, ogni anno con illusori periodi di vittorie. Di sicuro, la Viola ha una tradizione ancora più importante rispetto agli amaranto calcistici. Il basket rimane probabilmente più competitivo del volley, servono altre risorse. Politica e territorio non sono riuscite a trovarle. E vedendo cosa hanno combinato con la Reggina, forse è meglio così.
Domenica 15 marzo, alle ore 18:00, la Domotek è chiamata all’ultimo decisivo impegno di regular season. Bisognerà battere Lecce col punteggio più ampio possibile, per poi vedere cosa avrà combinato Castellana Grotte in contemporanea. La prima del girone blu di Serie A3, affronterà proprio Reggio Emilia nella finale promozione, al meglio dei cinque incontri. Altrimenti, ci sarà da affrontare l’inferno dei playoff per conquistare l’unico altro posto disponibile.
Ma la Domotek ci sta abituando ad uscire sorridente dalle fiamme.
Domenica tutti al PalaCalafiore, dunque. Ad ammirare da vicino la Coppa Italia e a sostenere gli amaranto volanti. Per il futuro, specie in caso di salto in A2, servirà un altro tipo di sostegno. Basta vedere le difficoltà che hanno indotto un industriale come Pippo Callipo, a ridimensionare la squadra di Vibo Valentia. La passione è il motore, l’entusiasmo è la miccia. Poi è chiaro che più lontano si va, più carburante serve. Se si vuole arrivare…
