Rende lotta, entusiasma a tratti, ma non basta: contro una Dinamo Brindisi solida, cinica e terza forza del campionato, i biancorossi cedono 68-76 al termine di una gara intensa, giocata per lunghi momenti alla pari e con grande orgoglio. Una sconfitta che lascia comunque segnali incoraggianti.
Il Rende esce dal parquet con la consapevolezza di essere ancora pienamente vivo nella corsa salvezza. La classifica resta complicata, ma la prestazione offerta contro una delle big del torneo conferma che la squadra di Carbone ha margini di crescita. A mancare, nel momento decisivo, è stata quella dose di lucidità ed esperienza che spesso fa la differenza nei finali punto a punto.
La partita si era messa subito sui binari giusti: primo quarto da manuale, ritmo alto, difesa aggressiva e un 22-12 che aveva acceso l’entusiasmo del pubblico. Brindisi però non è squadra che si lascia intimidire. Guidata dalla verve di Gonzalez e dalla solidità di Stankovic e Sapiega, la Dinamo ha ricucito lo strappo fino al 41-41 dell’intervallo.
La ripresa è stata un continuo botta e risposta. Rende ha trovato punti importanti da Cavalieri (19), Cagnacci (14) e Boccasavia (11), restando agganciato al match e chiudendo il terzo periodo sotto di sole due lunghezze (56-58).
Nell’ultimo quarto, però, Brindisi ha mostrato tutta la sua esperienza: gestione dei possessi, difesa attenta e capacità di colpire nei momenti chiave. Ogni tentativo di rimonta dei padroni di casa è stato respinto, fino al definitivo 68-76.
Nonostante la sconfitta, il Rende dimostra di avere ancora tutte le carte in regola per giocarsi la permanenza. La squadra c’è, lotta, crea gioco e mette in difficoltà anche le big. Servirà continuità, soprattutto nei finali, ma la prestazione contro Brindisi lascia aperta più di una speranza.
