“La presentazione degli interventi previsti nell’ambito dell’Agenda Urbana Cosenza–Rende rappresenta senza dubbio un passaggio rilevante per il futuro della città. Proprio per questo, però, desta perplessità il metodo con cui l’Amministrazione ha scelto di procedere, sia nella fase di costruzione delle progettualità sia in quella di restituzione pubblica.
Nel corso della conferenza stampa è emersa chiaramente, anche dagli interventi di diverse soggettività presenti, una scarsa attenzione al tema della partecipazione nella fase di definizione progettuale. È noto che le linee di finanziamento non consentissero un indirizzamento diretto delle risorse verso gli Enti del Terzo Settore, ma ciò non avrebbe dovuto escludere un coinvolgimento preventivo e sostanziale del Terzo Settore, delle realtà associative e della cittadinanza organizzata. Le grandi scelte strategiche non possono ridursi a un momento illustrativo finale: dovrebbero nascere da un confronto reale, strutturato e anticipato.
Le modalità che hanno caratterizzato finora le attività partenariali dell’Agenda Urbana 2021–2027 Cosenza–Rende evidenziano, infatti, un approccio che ha finito per banalizzare e tradire il significato più autentico della partecipazione. Le buone pratiche di coinvolgimento delle comunità locali rappresentano ormai un prerequisito imprescindibile per l’accesso ai fondi comunitari; tuttavia, quanto messo in campo finora restituisce l’impressione di un adempimento formale, di un “compito” svolto per ottemperare a un dettato normativo, ma privo di un reale contenuto di co-progettazione e di costruzione condivisa delle politiche urbane.
Le direttrici politiche sono apparse già definite, con le scelte della Giunta tradotte in progetti senza un percorso pubblico di discussione preliminare. Anche le modalità di diramazione degli inviti alla conferenza meritano un chiarimento, affinché siano garantite trasparenza e pari accesso all’informazione. A ciò si aggiunge una scelta organizzativa discutibile: convocare l’incontro in orario mattutino, in un giorno lavorativo, ha di fatto limitato la partecipazione di lavoratori e lavoratrici, restringendo ulteriormente la platea di chi avrebbe potuto prendere parte a un momento che avrebbe dovuto avere un carattere pienamente pubblico.
Nel merito degli interventi strutturali – dalla riqualificazione del Parco Robinson alla valorizzazione del Museo del Presente – è necessario aprire un confronto serio e non episodico sulla visione complessiva di città che si intende costruire attraverso l’Agenda Urbana. Non si tratta solo di singole opere, ma di un disegno strategico che incide sul modello di sviluppo urbano, sociale e culturale di Rende.
Particolare attenzione merita anche il bando aiuti, quale sezione specifica dell’Agenda Urbana, soprattutto per quanto riguarda il centro storico. L’impostazione illustrata sembra orientata prevalentemente verso attività economiche legate a una logica di attrattività turistica e commerciale. È una scelta politica legittima, ma che rischia di risultare sbilanciata se non accompagnata da misure altrettanto incisive a sostegno del tessuto sociale, culturale e del Terzo Settore. La rigenerazione urbana non può ridursi a processi di turistificazione: deve produrre benefici diffusi e duraturi per la comunità residente.
Ulteriori chiarimenti appaiono indispensabili anche in relazione alla prospettata ri-destinazione di alcune aree del Parco Robinson a “zoo”. Si tratta di un tema particolarmente delicato, che coinvolge sensibilità ambientali ed etiche profonde e che avrebbe richiesto un confronto pubblico preventivo più ampio e trasparente.
Agenda Urbana è un’occasione che Rende non può permettersi di sprecare. Proprio per questo riteniamo indispensabile che le scelte strategiche siano accompagnate da maggiore apertura, da un coinvolgimento reale delle comunità e da un rispetto pieno del ruolo della partecipazione come elemento sostanziale – e non meramente formale – delle politiche urbane”.
Così in una nota Rossella Gallo, gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle – Sinistra per Rende.
