“Lotito l’ho conosciuto 22 anni fa, aveva preso da poco la Lazio”. Inizia così una lunga intervista concessa da Lillo Foti, storico presidente della Serie A, concessa a Strettoweb per commentare l’arrivo di Claudio Lotito al vertice della Reggina: “La Lazio rischiava il fallimento. All’epoca, si impegnò a pagare i 56 milioni dovuti alle casse dello Stato. Rispetta gli impegni che assume, è una figura che può contribuire in maniera importante a riportare la Reggina in una categoria consona. Sapevo che la storia andava avanti da diversi mesi: il sindaco è stato un martello pneumatico, nei suoi confronti”.
Il direttore Peppe Caridi lo stimola a raccontare qualche aneddoto: “I rapporti sono iniziati male. Al calciomercato, mi si avvicina un procuratore per riferirmi che mi cercava – ricorda Lillo Foti – La sua richiesta fu Bonazzoli. Quando chiesi la cifra che pensavo consona, vidi una faccia… e poi, una delle sue debolezze, si era mezzo addormentato. Mi alzai e me ne andai. Poi invece, negli anni, abbiamo avuto modo di conoscerci. E di apprezzarci”.
“Qualsiasi argomento chiedi a Claudio, è in grado di rispondere. Chi non lo conosce, lo giudica male. Fa parte del suo carattere battagliero ha insistito Foti sul personaggio Lotito – Se mi inviterà al Granillo? Non ho ancora dentro questo ritorno di fiammella. Anche gli altri presidenti, non tutti, sono stati abbastanza cortesi e gentili nel farmi avere un titolo. Non entro allo stadio dallo spareggio al San Filippo: per noi era normale vincere a Messina”.
p.f.
