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Falcomatà, fino a quando abuserà della pazienza dei reggini?

di Claudio Cordova – Chi è assennato sa che è bene fare molta attenzione a ciò che si cerca, perché si può finire per trovarlo. Per cui, chiedere che, finalmente, il secondo, terzo o non si sa più quale tempo dell’Amministrazione Falcomatà possa nascere con il varo di una nuova Giunta potrebbe non essere una voglia saggia e un proposito salutare.

I precedenti Esecutivi comunali (compreso quello in carica) scelti dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, si sono oggettivamente caratterizzati per insipienza, mediocrità, litigiosità. Qualcuno dei più autorevoli (non attaccatevi all’aggettivo) membri delle precedenti Giunte, l’ex migliore amico Armando Neri, è persino finito nei ranghi della Lega. Difficile immaginare che la nuova Giunta, che la città attende già da settimane, possa segnalarsi per chissà quale inversione di tendenza.

Insomma, chiunque, con un po’ di onestà intellettuale, non può non sottoscrivere che le squadre scelte, negli anni, dal sindaco reggino, non siano di certo state formate da fuoriclasse. Basti pensare che, nel periodo di sospensione per la condanna d’appello nell’ambito del processo “Miramare” una città del rango di Reggio Calabria sia stata amministrata da un politico di caratura circoscrizionale come Paolo Brunetti.

Ora, però, al termine della felice conclusione del processo sull’affidamento di una parte dell’immobile di pregio all’amico Paolo Zagarella, il sindaco Falcomatà, ritornato in sella come una maledizione Maya alla guida di Palazzo San Giorgio, aveva annunciato e promesso di riformulare la composizione della Giunta per rilanciare (qualora sia mai stata lanciata) l’azione dell’Amministrazione Comunale.

A distanza di settimane, tutto questo non è avvenuto. E, francamente, visto lo stato della città, anche in queste settimane di festività natalizie (con disservizi denunciati un po’ ovunque) tutto questo appare inaccettabile. Come detto, non perché si nutra chissà quale aspettativa per i nuovi fedelissimi scelti da Falcomatà. Anzi, potrebbe anche esserci un po’ inquietudine a immaginare quale obbrobrio possa partorire oggi quella stagione politica che è effettivamente stata “La Svolta”. Verso il burrone. Ma, se non altro, per un minimo di buona creanza natalizia nei confronti dei cittadini, questo annuncio, ora, dovrebbe essere seguito dai fatti.

Anche perché, dopo i mesi di paralisi dell’Amministrazione per le note vicende, vedere un ulteriore stallo, con evidenti motivazioni di tipo poltronistico (leggasi la nota divulgata qualche giorno fa dal capogruppo Pd, Sera) è oggettivamente l’ennesimo affronto. Peraltro di infima lega, per una città che di affronti seri ne ha avuti tanti, nella storia recente.

Basta parlare con un po’ di persone che bazzicano politica e consiglio comunale per apprendere come la ragione di questo ritardo sia il tentativo di raccattare qua e là qualche esponente politico (che magari ha già fatto parte dei precedenti Esecutivi) per poter far quadrare conti ed equilibri.

È anche noioso (oltre che frustrante) ribadire, ancora una volta, quanto possa aver pesato, in tutti questi anni, la pochezza amministrativa di casa a Palazzo San Giorgio. Ma, almeno oggi, alle porte del Natale, si potrebbe avere un po’ di pietà nei confronti della cittadinanza e risparmiarle l’ennesima brutta pagina di politica (se così si può chiamare). Non dovrebbe funzionare così. Ma è una storia vecchia, nata più o meno nel 2014.

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