Grande partecipazione ed emozione a Palazzo dei Bruzi questa mattina per la presentazione del libro di Ornella Muti “Questa non è Ornella Muti”, evento che ha visto la presenza anche di David Cronenberg, tra i più prestigiosi protagonisti del panorama culturale e cinematografico internazionale, ospite d’onore del Festival Internazionale delle Arti di Celico.
Ad aprire l’incontro, il sindaco Franz Caruso, che ha espresso la soddisfazione dell’intera amministrazione comunale e della città per avere accolto nella Casa Comunale David Cronenberg ed Ornella Muti, due figure simbolo del cinema italiano ed internazionale.
“Sono lieto oggi di esprimere la mia grande soddisfazione, dell’intera amministrazione comunale e della città di Cosenza che ha l’onore, il piacere ed il privilegio di ospitare Ornella Muti”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando il valore della seconda edizione del Festival Internazionale delle Arti nato grazie all’intuizione del sindaco di Celico, Matteo Lettieri.
Franz Caruso ha, quindi, evidenziato la collaborazione istituzionale tra il Comune di Cosenza, il Comune di Celico e l’Università della Calabria, ricordando come il Salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, grazie alla rassegna “Libri in Comune”, sia ormai diventato luogo di incontro con alcune delle firme più prestigiose della letteratura italiana.
Soffermandosi sul libro “Questa non è Ornella Muti”, Franz Caruso ne ha evidenziato l’intensità e la forza narrativa: “Mi ha colpito il senso di sgomento che attraversa il racconto e quella frase, ‘Ma che diavolo sta succedendo?’, che restituisce il senso di una vita vissuta senza costruzioni, sviluppatasi giorno dopo giorno tra fragilità, coraggio e autenticità”.
Il Primo Cittadino ha, poi, sottolineato il contrasto tra l’immagine pubblica dell’attrice e la sua dimensione più intima e fragile.
“Non ci crederete – ha detto – ma Ornella Muti è taciturna. È una diva che ha calcato le scene più importanti del cinema e oggi anche del teatro, ma che dimostra tutta la fragilità di una donna, con i suoi amori, le passioni, i dolori e le sue fragilità”.
Il sindaco ha, poi, definito il libro “un autentico atto di coraggio”, apprezzando la sincerità con cui l’attrice racconta episodi della propria vita personale e familiare, intrecciandoli ai ricordi degli incontri con grandi protagonisti del cinema italiano e mondiale.
Numerosi i riferimenti alla straordinaria carriera di Ornella Muti, iniziata quasi casualmente quando accompagnò la sorella Claudia ad un provino e venne scelta per interpretare il ruolo di Franca Viola nel film “La moglie più bella” di Damiano Damiani.
Nel ricordare il successo che la Muti ha ottenuto con “Romanzo popolare” di Mario Monicelli, accanto a Ugo Tognazzi e Michele Placido, Franz Caruso ne ha rimarcato anche le collaborazioni con alcuni dei più grandi registi italiani, tra cui Dino Risi, Citto Maselli e Marco Ferreri, evidenziando il riconoscimento ottenuto dall’attrice con il Nastro d’Argento per “Codice privato”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1988.
Nel suo intervento, Franz Caruso ha menzionato anche la dimensione internazionale della carriera di Ornella Muti, costruita accanto ad attori del calibro di Gérard Depardieu, Hanna Schygulla, Ben Gazzara, Jeremy Irons, Alain Delon e Rupert Everett.
“Che Ornella Muti fosse una grande attrice lo testimonia la sua luminosa carriera – ha concluso il sindaco –. Che fosse anche una brava scrittrice lo abbiamo scoperto adesso e le auguriamo di continuare a farci sognare con le storie che vorrà ancora raccontare sul grande schermo”.
Anche il sindaco di Celico, Matteo Lettieri, ha ringraziato il Comune di Cosenza per la collaborazione offerta nella seconda edizione del Festival Nazionale delle Arti, insieme a quella dell’Università della Calabria.
“È un festival che ha dato grande visibilità alla Calabria grazie alla presenza di David Cronenberg, presidente onorario della manifestazione”, ha dichiarato Lettieri, sottolineando il valore dell’iniziativa come strumento di promozione culturale e turistica del territorio.
“È una grande vetrina nazionale – ha proseguito – ma anche un modo per rendere la cultura fruibile da tutti”.
Il sindaco di Celico ha infine rivolto un ringraziamento speciale a Ornella Muti: “Abbiamo conosciuto una grande e bella persona. Dell’artista sapevamo già”.
Nel corso dell’incontro, Ornella Muti ha dialogato con Antonietta Cozza, consigliera comunale delegata alla Cultura del sindaco Franz Caruso, raccontandosi in maniera autentica e intensa.
L’attrice ha parlato della propria infanzia, definita “particolare”, e della madre, artista e donna “più moderna dell’Italia di quel tempo”, spesso considerata una straniera e guardata con diffidenza.
“Sin dall’inizio della mia vita sono sempre stata un poco scomoda”, ha raccontato
Ornella Muti che ha ricordato il forte legame con la madre, il suo amore per i cavalli, le sue origini russe e i difficili viaggi affrontati per arrivare in Italia.
Nel racconto dell’attrice emerge anche la figura del padre napoletano, giornalista, e il grande amore che legava i suoi genitori, pur in un rapporto complesso.
Ampio spazio è stato dedicato al suo incontro casuale con il cinema.
“Hanno scelto me non perché mia sorella fosse meno di me, ma perché avevo 14 anni e Franca Viola aveva 14 anni”, ha precisato.
Ornella Muti che ha poi riflettuto sul rapporto con il proprio nome d’arte.
“È un nome che mi ha portato fortuna, ma che non mi appartiene. Io mi identifico con Francesca”, ha affermato, spiegando quanto sia importante, con il passare degli anni, restare fedeli a se stessi.
“Io non mi trovo a mio agio a fare la diva. Ornella Muti è una cosa – ha detto – ma io sono un’altra”.
L’attrice ha raccontato anche la scelta di diventare madre contro il giudizio di molti, l’amore per la figlia Naike, “venuta per caso”, il rapporto costruito con lei e con gli altri figli Carolina e Andrea, la passione per gli animali, la fede profonda e l’empatia verso il prossimo.
Nel corso della conversazione, Ornella Muti ha inoltre espresso il proprio amore per il cinema italiano.
“Il cinema italiano – ha dichiarato – è stato un grandissimo cinema. Ha insegnato agli altri a fare cinema. Il neorealismo lo abbiamo insegnato noi e Vittorio De Sica è stato il maestro”.
Secondo l’attrice, oggi il cinema italiano continua ad esistere e ad esprimere qualità, come dimostra il lavoro di Paolo Sorrentino, anche se rispetto al passato è più difficile trovare sostegno adeguato per molti progetti.
Spazio anche alla sua esperienza teatrale, affrontata inizialmente con timore.
“Il teatro è una comunione tra te e il pubblico – ha sostenuto -. Il pubblico respira con te. È stata un’avventura meravigliosa”.
Infine, sollecitata dal sindaco Franz Caruso, Ornella Muti ha parlato del suo legame con la Calabria, nato anche grazie al matrimonio della figlia con un calabrese e consolidato dall’affetto degli amici che qui l’accolgono facendola sentire a casa.
A suggellare la mattinata intensa di emozioni, cultura e grande cinema, il sindaco Franz Caruso ha consegnato il sigillo d’oro della città a David Cronenberg e a Ornella Muti, protagonisti di uno dei momenti più sentiti dell’iniziativa.
Un gesto simbolico con cui il Primo Cittadino ha voluto rendere omaggio a due personalità straordinarie del panorama cinematografico internazionale, in una cornice caratterizzata da sobrietà, partecipazione e profonda emozione.
