“Ma è meglio poi, un giorno solo da ricordare che ricadere in una nuova realtà sempre identica” (Francesco Guccini, Scirocco -
HomeIn EvidenzaCarcere di Arghillà, distrutti i dispositivi per la telemedicina: l'allarme della garante...

Carcere di Arghillà, distrutti i dispositivi per la telemedicina: l’allarme della garante Russo

Momenti di tensione nel carcere di Arghillà, dove un detenuto avrebbe devastato le apparecchiature utilizzate per i servizi di telemedicina e assistenza sanitaria destinati ai reclusi. L’episodio si sarebbe verificato dopo la richiesta del detenuto di essere accompagnato in infermeria.

A esprimere forte preoccupazione è la garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Giovanna Francesca Russo, che definisce quanto accaduto “un fatto di eccezionale gravità istituzionale, umana e civile”.

“Non si tratta soltanto del danneggiamento di strumenti sanitari – afferma Russo – ma di un colpo diretto alla possibilità di garantire cure, dignità e tutela della salute in una struttura penitenziaria già segnata da numerose criticità sul piano organizzativo, strutturale e della sicurezza”.

La garante sottolinea come episodi di questo tipo mettano ulteriormente in evidenza le difficoltà presenti all’interno dell’istituto: “La situazione della sicurezza appare fortemente compromessa e le conseguenze ricadono sul personale sanitario, sugli agenti della Polizia penitenziaria, sugli operatori e soprattutto sui detenuti più vulnerabili”.

Russo spiega inoltre di aver tentato senza successo di contattare il coordinatore sanitario del carcere, il dottor Nicola Pangallo, per verificare l’impatto della distruzione degli impianti sull’assistenza medica ai detenuti. “Il livello di allarme è molto alto – aggiunge – e per questo chiederò immediatamente un confronto istituzionale nelle sedi competenti”.

Infine, la garante ribadisce la necessità di un intervento concreto sul sistema sanitario penitenziario regionale: “La Calabria merita una sanità carceraria che sia realmente conforme ai principi costituzionali”. Russo conclude esprimendo “vicinanza e solidarietà ai medici, agli infermieri, agli agenti della Polizia penitenziaria e a tutto il personale del carcere di Arghillà”, impegnato quotidianamente “in un contesto difficile e delicato al servizio dello Stato”.

Articoli Correlati