Un mese di tempo è stato concesso dal Tar del Lazio a Ministero dell’Interno per depositare tutti gli atti che nel novembre dello scorso anno portarono allo scioglimento del Comune di Altomonte (Cosenza) per presunti condizionamenti della criminalità organizzata nella gestione dell’Ente. La decisione è contenuta in una ordinanza collegiale pubblicata nell’ambito di un ricorso proposto dall’ex amministrazione comunale, con in testa il sindaco Giampietro Coppola.
I giudici, rilevato che alla camera di consiglio il procuratore dei ricorrenti ha rinunciato all’istanza di sospensione cautelare degli atti contestati precisando di avere necessità di conoscere gli atti istruttori riservati posti a fondamento del decreto di scioglimento, nonché osservato che “nel fascicolo sono presenti unicamente il decreto presidenziale di scioglimento del Comune e contestuale nomina della Commissione straordinaria del 21 novembre 2025, unitamente alla proposta del Ministro dell’interno del 13 novembre 2025 e alla relazione (oscurata) della Prefettura”, hanno ritenuto che, per assicurare l’effettività del diritto di difesa “si rende necessario acquisire l’intera documentazione relativa alla procedura in esame, priva di oscuramenti e completa di tutta la documentazione alla stessa allegata”. Si tratta, in particolare: della relazione del Prefetto di Cosenza; degli atti relati alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica; degli atti di nomina della commissione di accesso; e degli atti relativi all’attività compiuta dalla commissione. Trenta giorni di tempo sono stati concessi per il deposito; successivamente sarà fissata l’udienza pubblica di discussione di merito.
