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Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria, le associazioni scrivono alla Regione: “Serve chiarezza, non è un’opera simbolo ma una svolta storica”

Le associazioni ambientaliste, culturali e professionali di Reggio Calabria tornano a farsi sentire sull’Alta Velocità ferroviaria Salerno–Reggio Calabria. Dopo la terza partecipata manifestazione pubblica dedicata al tema, hanno indirizzato una lettera al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, chiedendo che l’assemblea regionale affronti in modo serio e approfondito le criticità legate alla realizzazione dell’infrastruttura.

Secondo i firmatari, l’Alta Velocità rappresenta il vero punto di partenza per cambiare la storia della Calabria e del Mezzogiorno. A sostegno della loro posizione ricordano come, “osservando la rete ferroviaria europea, emerga chiaramente un vuoto infrastrutturale a sud di Salerno che penalizza pesantemente l’Italia meridionale”.

“È assolutamente necessario verificare progetti alternativi, come quello elaborato nel 2005 da RFI, o proposte come quella LARG, che pongono l’obiettivo di un tempo di percorrenza Roma–Stretto inferiore alle tre ore, con costi inferiori. Per raggiungere tale obiettivo è indispensabile che la linea venga progettata secondo i criteri dell’horizontal alignment, adottati a livello internazionale per ridurre l’estensione chilometrica rispetto all’attuale tracciato della linea convenzionale, e non per aumentarne la lunghezza.

La realizzazione di un’infrastruttura con queste caratteristiche (tempo di percorrenza Roma–Reggio Calabria inferiore alle tre ore) produrrebbe numerosi e rilevanti benefici, come dimostrato da una vasta letteratura tecnico-scientifica, tra cui:

  1. una crescita del PIL, come attestato anche da una ricerca dell’Università di Napoli, che ha rilevato come, nelle regioni più ricche (con reddito pro capite superiore alla media), le città dotate di stazione AV abbiano registrato un incremento del PIL del 10% nel decennio 2008–2018 (dato provinciale), contro il 3% delle province distanti oltre due ore da una stazione AV. Nelle regioni meno ricche, le città con stazione AV sono cresciute dell’8%, contro lo 0,4% dei capoluoghi distanti oltre due ore;

  2. la linea AV rappresenterebbe uno sbocco occupazionale per migliaia di giovani meridionali, coinvolti in tutte le fasi di realizzazione dell’opera;

  3. i servizi AV garantirebbero la messa in rete delle città metropolitane calabresi (Reggio Calabria) e siciliane (Messina, Catania e Palermo) con il resto del Paese, come previsto dalla loro legge istitutiva (Legge 7 aprile 2014, n. 56);

  4. l’AV in esercizio consentirebbe una piena integrazione tra le regioni del Sud e quelle del Centro-Nord, rendendo più agevoli gli spostamenti per lavoro e altri motivi, favorendo al contempo le imprese calabresi e siciliane sia nella fase di approvvigionamento sia nella distribuzione dei prodotti;

  5. la riduzione delle emissioni inquinanti e il raggiungimento degli obiettivi ambientali nazionali ed europei, poiché l’Alta Velocità è la modalità di trasporto a minore impatto ambientale per passeggero trasportato rispetto ad aereo e automobile, negli spostamenti interregionali e nazionali;

  6. un efficace collegamento ferroviario tra il porto di Gioia Tauro e gli interporti della penisola per il trasporto dei container. Oggi la quasi totalità dei container sbarcati a Gioia Tauro viene reimbarcata via mare; l’AV consentirebbe un significativo incremento del trasporto ferroviario, rendendo il porto più competitivo a livello internazionale e favorendo lo sviluppo della logistica nel retroporto.

Le maggiori preoccupazioni relative alla realizzazione dell’opera derivano dalle previsioni del Piano europeo per l’Alta Velocità, presentato il 5 novembre scorso, secondo cui fino al 2040 sono previsti soltanto interventi di miglioramento dell’attuale linea tra Praia a Mare e Paola e tra Pizzo e Villa San Giovanni, mentre per il tratto Paola–Pizzo non è previsto alcun intervento. Per il resto, nulla appare all’orizzonte, e la Regione Calabria non sembra aver espresso alcuna opposizione, né presso il Ministero né in sede di forum europeo del corridoio ScanMed.

Il tempo scorre e la linea AV Salerno–Reggio Calabria rischia di restare una chimera.

Desta inoltre forte perplessità constatare che il tratto attualmente in costruzione Battipaglia–Romagnano presenti come estremo nord Romagnano, geograficamente più a nord di Battipaglia, nonostante Reggio Calabria si trovi a sud di Salerno. È evidente che tale linea colleghi efficacemente Napoli e Salerno con Potenza e Taranto, ma non può essere considerata la linea per la Calabria e la Sicilia. È giusto realizzare una linea per Potenza e Taranto, ma non è corretto presentarla come asse dell’Alta Velocità calabrese e siciliana.

È dunque giunto il momento di fare chiarezza su un’opera che potrebbe rappresentare un asse portante del traffico turistico e commerciale della Calabria, oltre a produrre rilevanti ricadute economiche e ambientali. Sono trascorsi quasi sei anni dall’inserimento del “Potenziamento, con caratteristiche di Alta Velocità, della direttrice ferroviaria Salerno–Reggio Calabria” nell’elenco delle opere ex art. 4 del DL 32/2019, ma manca ancora il progetto definitivo.

Non è un caso che nel Documento di Economia e Finanza Regionale 2026 la Regione preveda, nel breve periodo, un solo cantiere AV: il raddoppio della galleria Santomarco tra Paola e Cosenza. Per il resto, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Mancano i progetti e mancano le risorse: per completare l’opera fino a Reggio Calabria sarebbero necessari circa 18 miliardi di euro.

Alla luce delle considerazioni esposte, le associazioni firmatarie chiedono che la Regione Calabria (Giunta e Consiglio) chiarisca:

  1. la volontà politica di richiedere ufficialmente una linea AV che colleghi Reggio Calabria a Roma in non più di tre ore;

  2. i tempi di redazione e approvazione del progetto definitivo;

  3. le fonti di finanziamento dell’intera opera;

  4. il cronoprogramma delle fasi di progettazione, gara e realizzazione.

In conclusione, ribadiamo che la linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria non è solo un progetto infrastrutturale, ma una leva di trasformazione economica, sociale e territoriale per l’intera regione”.

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