“La ragione che ci fa temere l'abisso, ci rende coraggiosi di fronte alle avversità e diffidenti dinanzi al farabutto che cerca di dare gatta per lepre” - Luis Sepúlveda
HomeAgoràAgorà Crotone17 maggio 1998, a Napoli camorristi uccidono il giovanissimo Maurizio Estate: uno...

17 maggio 1998, a Napoli camorristi uccidono il giovanissimo Maurizio Estate: uno studente liceale di Crotone ricorda la sua storia nel progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità

La storia di Maurizio Estate, giovanissimo e onesto lavoratore, ucciso a soli 23 anni da alcuni camorristi, il 17 maggio del 1998, con un colpo di pistola in pieno petto a Napoli, mentre lavorava nell’autolavaggio del padre, per essersi opposto ad una rapina nei confronti di un cliente che si trovava all’interno dell’impresa, è senz’altro da omaggiare per l’eroismo e l’altruismo che hanno caratterizzato Maurizio, consapevole dell’importanza della legalità e dei valori umani.
Era una persona comune che ha contribuito con il suo comportamento e sacrificio ad arricchire il significato della parola “legalità”: un fulgido esempio di coraggio ed eccezionale abnegazione, posta al servizio della collettività
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende pertanto ricordare la figura di Maurizio Estate, attraverso l’elaborato dello studente Alessandro Verzino della classe III sez. G del Liceo Scientifico Filolao di Crotone.
“Maurizio Estate, un nome che si aggiunge alla lunga lista di vittime della mafia in Italia, rappresenta una tragica testimonianza della violenza che ha afflitto il nostro Paese per decenni. La sua morte non solo ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua famiglia, ma ha anche sottolineato la brutalità e l’impunità con cui operano le organizzazioni criminali. Maurizio Estate era un giovane pieno di speranze e sogni. Nato e cresciuto a Napoli, viveva con la sua famiglia nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, un’area tristemente nota per l’alto tasso di criminalità e la forte presenza mafiosa. Nonostante le difficoltà del contesto in cui viveva, Maurizio cercava di costruirsi un futuro migliore, lontano dalle tentazioni della criminalità. Il 17 maggio 1998, la vita di Maurizio Estate è stata brutalmente interrotta. Quel giorno, Maurizio stava lavorando nella sua officina quando fu avvicinato da due sicari in motocicletta. Senza esitazione, i due aprirono il fuoco, uccidendo Maurizio sul colpo. Aveva solo 23 anni. Le indagini rivelarono che Maurizio era stato vittima di un omicidio di stampo mafioso. La sua unica colpa? Essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, o forse aver visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. La sua morte fu un chiaro messaggio intimidatorio, un avvertimento per chiunque osasse opporsi o intralciare gli affari della camorra. La morte di Maurizio Estate scosse profondamente la comunità di San Giovanni a Teduccio e l’intera città di Napoli. Molti parteciparono al suo funerale per esprimere solidarietà alla famiglia e denunciare la violenza mafiosa. Il suo omicidio divenne un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata e della necessità di giustizia per le vittime innocenti. La tragica storia di Maurizio Estate non è stata dimenticata. Ogni anno, la sua memoria viene onorata con eventi e manifestazioni che ricordano il suo sacrificio e ribadiscono l’impegno della comunità nella lotta contro la mafia. La sua storia è diventata un monito per le nuove generazioni, un richiamo a non piegarsi di fronte alla violenza e all’intimidazione. In un’Italia che ancora oggi lotta contro la piaga della criminalità organizzata, la memoria di Maurizio Estate vive nelle azioni di chi si batte per un futuro libero dalla paura e dall’oppressione mafiosa. La sua vita, seppur spezzata troppo presto, continua a ispirare coraggio e resistenza contro la tirannia delle organizzazioni criminali.”
L’educazione alla legalità dovrebbe partire proprio da simili uomini da ricordare e omaggiare soprattutto a scuola, durante i percorsi di approfondimento per la cittadinanza attiva, come si è verificato al liceo scientifico “Filolao” di Crotone, con l’adesione di alcune classi al percorso didattico “#inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità”, che ha permesso ai giovanissimi studenti di conoscere e apprezzare tanti protagonisti, noti e non, della legalità.
Il CNDDU invita nuovamente gli studenti e i docenti ad aderire al progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità. Gli elaborati possono essere segnalati al CNDDU che li renderà visibili sui propri canali social (email: coordinamentodirittiumani@gmail.com)

Articoli Correlati