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Al Teatro Comunale di Vibo, la Calabria antica sale sul palco con “Zaleuco e Nosside. La prossemica dell’amore”

Che cosa serve di più al mondo: le leggi o i buoni sentimenti? Da questa domanda prende vita “Zaleuco e Nosside. La prossemica dell’amore”, la commedia in prosa della Compagnia teatrale BA17, in programma sabato 14 novembre, alle ore 21, al Teatro Comunale di Vibo Valentia, nell’ambito della stagione teatrale – inserita nel cartellone regionale del Festival Calabria Teatri in Città e finanziata con Fondi PAC Calabria 2014-2020 – che vede susseguirsi grandi nomi come Serena Autieri, Chiara Francini, Edoardo Leo e Giancarlo Giannini.

Sul palco Angelica Artemisia Pedatella e Gianluca Sapio, protagonisti di un incontro immaginario tra due figure centrali della storia della Calabria antica: Zaleuco, il legislatore di Locri, e Nosside, la poetessa che celebrò l’amore e la bellezza.

Ambientata in un ideale agone comico nell’Ade, la pièce immagina che i due personaggi si ritrovino dopo secoli per confrontarsi sulle sorti della loro terra, la Magna Grecia, e sul futuro della Calabria. A innescare il dibattito è l’ambizioso progetto di Zaleuco, deciso a ispirare un politico contemporaneo affinché venga istituita un’università a Locri, per restituire alla città la consapevolezza della propria grande storia. Un’idea che incontra la ferma opposizione di Nosside, completamente immersa nel suo universo poetico e nelle sue campagne in favore del sentimentalismo. Ne nasce un confronto vivace, fatto di battute, equivoci e riflessioni, in cui la razionalità delle regole si misura continuamente con l’irrazionalità dell’amore.

“Scrivere di Zaleuco e Nosside mi ha a lungo spaventata, perché sono due giganti della storia della Calabria antica” racconta Angelica Artemisia Pedatella, autrice, regista e attrice dello spettacolo. “Dover parlare di loro mi ha spinta a cercare una formula che potesse conciliare il rispetto verso queste figure e la grande storia che rappresentano con l’urgenza di farle conoscere ai calabresi di oggi e di domani, e non solo a loro. La commedia mi è venuta in aiuto: la commedia antica serviva proprio a considerare criticamente l’attualità attraverso lo strumento affilatissimo del comico”.

L’obiettivo è far convivere leggerezza e approfondimento, divertimento e conoscenza. “Ridere e pensare insieme sembra un’operazione delicata, ma le repliche già fatte hanno dimostrato che siamo riusciti a ottenere un risultato” aggiunge Pedatella. “Il mio collega Gianluca Sapio regala uno Zaleuco divertente, intelligente e prontissimo al gioco comico, ma anche a quello storico. Il Rinascimento calabrese che portiamo avanti è anche questo”.

Per Gianluca Sapio, dare corpo al legislatore locrese significa anche riscoprire quanto la sua eredità sia ancora presente nella cultura e nella mentalità contemporanee. «Interpretando Zaleuco, primo legislatore greco d’Occidente, vissuto a Locri nel VII secolo a.C., mi è capitato spesso di pensare a quanto la razionalità della legge, che ancora oggi caratterizza certi avvocati un po’ bacchettoni e saccenti, abbia radici così antiche nella nostra terra”. Un personaggio burbero e buffo, che porta all’estremo il rispetto delle regole, fino ad accettare di sacrificare un occhio pur di non sottrarsi alla propria legge. Ma dietro la comicità si nasconde una riflessione che riguarda tutti: «Questo scontro di anime tra Zaleuco e Nosside è in fondo quello che ci fa scapigliare ancora oggi: nelle relazioni di coppia, nei rapporti con i genitori, sul posto di lavoro. Ognuno di noi ha dentro di sé un po’ di Zaleuco e un po’ di Nosside: due antichi abitatori della nostra bella Calabria, ma anche due complicati e simpatici aspetti dell’animo umano” conclude Sapio.

Lo spettacolo – i cui biglietti sono acquistabili presso il botteghino del Teatro Comunale di Vibo Valenti – si inserisce nel percorso di attualizzazione dei miti e dei personaggi classici avviato dalla Compagnia BA17 nel 2021, con l’intento di avvicinare il pubblico al mondo antico e restituire vitalità al patrimonio storico e culturale calabrese, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. La regia è di Angelica Artemisia Pedatella; aiuto regia, scenografia e costumi, tra contemporaneo e antico, sono firmati da Silvana Esposito. Completano il gruppo di lavoro Giuseppe Ingoglia (voce fuori campo), il compianto Salvino Nucera (consulenza linguistica), Raffaele Guzzo (direzione di scena) e Lorenzo Cardamone (creazioni videografiche).

 

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