“Scuotendosi di dosso il giogo politico, la società civile si scuote di dosso i lacci che avvincevano il suo spirito egoista” - Karl Marx
HomeCalabriaFalsetta (Bene Comune) sulle preferenze: "Sbagliato considerare le preferenze unico termometro della...

Falsetta (Bene Comune) sulle preferenze: “Sbagliato considerare le preferenze unico termometro della democraticità di un sistema”

Nell’ambito del dibattito pubblico in corso sulle riforme istituzionali e sui sistemi di voto, credo sia fondamentale evitare la polemica e offrire, invece, un’attenta riflessione tecnica e politica sull’architettura delle leggi elettorali, ponendo al centro il tema della governabilità e della tenuta dei territori.
È quanto afferma in una nota il Presidente dell’Associazione Bene Comune Filomena Falsetta.
Negli ultimi tempi ho notato che si tende spesso a ridurre la discussione sulla legge elettorale alla sola questione del meccanismo delle preferenze, dipingendolo erroneamente come l’unico termometro della democraticità di un sistema.
Credo che il vero tema sia invece quello della stabilità democratica e della tutela geometrica dei territori, elementi che un sistema basato puramente sulle preferenze rischia di frammentare.
Una visione matura delle Istituzioni ci impone invece di riconoscere che la preferenza è un elemento secondario rispetto alla vera missione di una legge elettorale: “garantire la stabilità di governo e preservare i complessi equilibri geopolitici dei territori”.
Una democrazia moderna non misura la sua efficacia solo nella fase del voto, ma nella capacità di generare esecutivi solidi, duraturi e in grado di attuare programmi di lungo periodo. Sistemi elettorali focalizzati eccessivamente sulle preferenze individuali rischiano di trasformare le assemblee legislative in arene di perenne competizione interna, a tutto svantaggio della coesione d’azione necessaria per il Paese e per le regioni.
Il meccanismo delle preferenze, per sua natura, tende a premiare i candidati espressi dai grandi centri urbani o dalle aree a maggiore densità demografica, penalizzando e isolando politicamente le zone interne, montane o periferiche. Una legge elettorale strutturata ed equilibrata ha invece il dovere costituzionale di garantire una rappresentanza geometrica e proporzionata di ogni singola area, tutelando le minoranze geografiche e assicurando che nessuna comunità resti senza voce nei palazzi del potere.
Pertanto, credo fermamente che spostare il baricentro del voto dalle singole preferenze alla solidità delle coalizioni e dei programmi di lista significhi elevare il livello del confronto politico.
La stabilità si costruisce sulla condivisione di una visione di futuro, e non sul peso specifico del singolo portatore di voti.
“Il vero ‘Bene Comune’ di una comunità si realizza quando le regole del gioco elettorale sono capaci di bilanciare la rappresentanza con la governabilità. Chiedo pertanto alle forze politiche e istituzionali un approccio pragmatico e lungimirante: “la Calabria e l’Italia hanno bisogno di istituzioni stabili, capaci di decidere, e di sistemi elettorali che proteggano l’unità e l’equilibrio dei territori, oltre ogni sterile personalismo” – conclude la nota.

 

Articoli Correlati