A cinquantuno anni dall’assassinio del giudice Francesco Ferlaino, primo magistrato ucciso in Calabria, Lamezia Terme ha reso omaggio alla sua memoria con una cerimonia promossa dall’Associazione nazionale magistrati, in collaborazione con la Fondazione Trame. All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e della società civile, riuniti per ricordare il valore del suo impegno contro la criminalità organizzata.
Nel corso della commemorazione, il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Elio Romano, ha ripercorso il contesto storico in cui maturò il delitto, sottolineando l’importanza dell’eredità morale lasciata dal magistrato.
“L’omicidio di Ferlaino si inquadrava in un contesto criminale di un’epoca in cui agivano mafia e anche terrorismo. Erano anni particolari ai quali sono succeduti poi anni in cui lo Stato ha risposto con leggi come la Rognoni-La Torre per contrastare il fenomeno mafioso. Oggi il suo impegno e il suo esempio sono da guida per tutti noi”, ha affermato Romano.
Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della sottosezione distrettuale di Catanzaro dell’Associazione nazionale magistrati, Giovanni Strangis, il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, il magistrato Francesco De Nino, Francesco Cefalà della Fondazione Trame e il componente del Consiglio superiore della magistratura Marco Bisogni.
Nel corso degli interventi è stato condiviso il ricordo di Ferlaino come “un uomo di grandi valori da ricordare ogni giorno e non solo in questa circostanza”, riconosciuto da tutti come un punto di riferimento per le istituzioni e per l’intera comunità.
La cerimonia si è trasformata in un momento di riflessione collettiva “affinché il ricordo del giudice Ferlaino continui a trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità, della responsabilità civile e dell’impegno contro ogni forma di criminalità”.
A nome della famiglia è intervenuta la nipote Marina, che ha annunciato l’istituzione di una borsa di studio dedicata alla memoria del magistrato. La commemorazione si è conclusa con la deposizione di una corona di fiori davanti alla stele di corso Nicotera, nel luogo in cui il 3 luglio 1975 fu compiuto l’agguato mortale.
