Si è svolto questa mattina l’insediamento ufficiale di Luigi Silipo come nuovo questore di Ferrara. La cerimonia è iniziata con il saluto al picchetto d’onore e la commemorazione dei caduti della Polizia di Stato, alla presenza di una rappresentanza degli agenti.
Successivamente, il neo questore ha incontrato il prefetto Massimo Marchesiello, per poi confrontarsi con le organizzazioni sindacali, il sindaco Alan Fabbri e le autorità civili, religiose e militari del territorio.
Romano, 57 anni, Silipo è dirigente superiore della Polizia di Stato ed è laureato in Giurisprudenza all’Università “La Sapienza”. Entrato in servizio nel 1992 dopo il corso quadriennale per funzionari, ha iniziato la propria carriera a Reggio Calabria.
Nel 1999 è approdato alla Squadra Mobile reggina, dove ha operato per un decennio ricoprendo incarichi di crescente responsabilità: dalla sezione antiracket fino alla criminalità organizzata, arrivando a svolgere il ruolo di vice dirigente della Mobile.
Nel corso della sua attività investigativa ha partecipato a numerose operazioni contro la ’ndrangheta, contribuendo alla cattura di latitanti appartenenti alle cosche De Stefano, Alvaro, Pelle, Cordì e Cataldo. Tra le indagini più rilevanti figurano quelle sull’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale calabrese Franco Fortugno, sulla faida di San Luca tra i clan Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, sulla strage di Duisburg e sull’operazione “Il Crimine”, che consentì di delineare la struttura internazionale della ’ndrangheta.
Nel 2011, dopo la promozione a primo dirigente, ha assunto la guida della Squadra Mobile di Torino, proseguendo l’attività di contrasto alle organizzazioni mafiose.
Dal 2015 è stato trasferito alla Questura di Roma, dove ha diretto la Squadra Mobile della Capitale coordinando importanti indagini sulla criminalità organizzata, in particolare contro i clan Spada di Ostia e Casamonica. Durante quel periodo si è distinto anche per l’arresto, in Spagna, di Fausto Pellegrinetti, storico esponente della Banda della Magliana latitante da vent’anni, e di Antonio Gallace, appartenente all’omonima cosca di ’ndrangheta.
Grande attenzione è stata dedicata anche al contrasto della violenza di genere. Silipo ha coordinato investigazioni su stalking, abusi ai danni di minori e sui casi che portarono agli omicidi di Sara Di Pietrantonio e Desiree Mariottini, permettendo di individuare i responsabili.
Promosso dirigente superiore nel 2021, ha lasciato la Squadra Mobile dopo oltre sei anni per assumere l’incarico di consigliere ministeriale alla Direzione Centrale della Polizia Criminale, ruolo ricoperto fino al maggio 2023.
Nel corso della carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio “Gerbera Gialla” conferito dall’associazione antimafia “Riferimenti” e il premio “Livatino-Setta-Costa”.
Prima dell’arrivo a Ferrara, Silipo è stato questore di Macerata dal 2023 al 2024 e successivamente di Viterbo fino al maggio 2026.
