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Commercialisti, cresce il reddito ma resta forte il divario territoriale

Tra il 2007 e il 2023 i guadagni medi dei commercialisti italiani hanno registrato un incremento nominale del 34,8%, una crescita comunque inferiore rispetto all’aumento dell’inflazione, attestata nello stesso periodo al 38,4%. È quanto emerge da uno studio della Fondazione nazionale della categoria, che analizza l’andamento economico della professione negli ultimi sedici anni.

La ricerca evidenzia come “l’aumento dei redditi abbia interessato in misura diversa dottori commercialisti e ragionieri”, nonostante entrambe le figure facciano oggi riferimento allo stesso Albo professionale. Secondo il report, “i redditi dei dottori commercialisti sono cresciuti del 40%, mentre quelli dei ragionieri si sono fermati al 23%”.

Il divario tra le due componenti della categoria risulta così ampliato nel tempo. Nel 2007 il reddito medio dei ragionieri, pari a 49.532 euro, corrispondeva al 78,4% di quello dei dottori commercialisti, che si attestava a 63.186 euro. Nel 2023, invece, i ragionieri hanno raggiunto una media di 60.943 euro contro gli 88.366 euro dei dottori, scendendo al 69% del loro reddito medio.

Lo studio sottolinea inoltre che, “pur in presenza di una crescita complessiva della professione”, si è verificato un progressivo riequilibrio delle differenze territoriali, anche se permangono “forti criticità strutturali sul piano economico”.

In particolare, il divario reddituale tra Sud e Nord del Paese si è ridotto: “il gap è passato dal 62,3% al 57,4%, con una diminuzione di 4,9 punti percentuali”.

L’analisi provinciale relativa al 2023 mostra però profonde differenze lungo la penisola. Si passa infatti dai 164.288 euro medi registrati nella provincia di Bolzano ai 33.698 euro di Reggio Calabria, che occupa l’ultima posizione della graduatoria.

Per la prima volta, il dossier introduce anche un indicatore dedicato alla disparità retributiva di genere. L’indice relativo al “gender pay gap” segnala le maggiori differenze nelle province di Genova, Bolzano e Imperia, mentre i valori più contenuti si rilevano ad Agrigento, Ragusa, Rieti e Matera.

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