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L’assurdità della guerra rivive ne “Le Troiane” di Aprustum. Lo spettacolo debutta al Teatro Sybaris venerdì 24 marzo

Venerdì 24 marzo Aprustum debutta con “Le Troiane” di Euripide. Lo spettacolo, diretto da Casimiro Gatto, è inserito nella II Edizione Nazionale del Festival della Cultura Classica promosso dall’Associazione Italiana Cultura Classica e sarà in scena al Teatro Sybaris venerdì alle 21 con replica sabato 25 marzo alle 17.30. La messinscena di sabato sarà introdotta dal presidente della Delegazione AICC di Castrovillari, il prof. Leonardo Di Vasto, che farà un intervento sul Pacifismo di Euripide. La realizzazione di questo nuovo progetto di Aprustum, che già negli anni scorsi si era cimentato con il Classico portando in scena la Lisistrata di Aristofane, è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Castrovillari, dell’AICC delegazione di Castrovillari, dell’Associazione Itineraria Bruttii e del Liceo Artistico “Andrea Alfano”.

Le Troiane fu presentata da Euripide nel marzo del 415 a. C. al concorso drammatico, che si svolgeva ad Atene, affiancata ad altre due opere, Alessandro e Palamede. Il grande tragediografo greco condensava in queste opere le fasi salienti della storia della più famosa città dei tempi eroici, Troia. Per ironia della sorte Le Troiane, che era certo una delle più alte tra le sue creazioni artistiche, nella quale ha espresso le sue aspirazioni più sentite: l’amore per la pace, per la patria; il culto degli affetti familiari, il rispetto per la vecchiaia, per la maternità; la pietà per la sventura, riportò il secondo premio. Intanto Atene andava maturando la decisione della spedizione in Sicilia, compiuta poi nell’estate di quello stesso anno, mentre nell’inverno precedente era già avvenuta la strage di Melo.

In questo contesto la scelta del poeta, fautore di una politica di pace e critico verso il comportamento assunto da Atene in difformità con gli ideali propri dello spirito greco, sembra quasi obbligata: attraverso il mito della guerra di Troia mostrare a teatro gli infelici esiti di un conflitto – diretti e indiretti – sia per le vittime sia per i vincitori, rappresentare la follia della guerra e la vacuità della vittoria, in una sorta di predizione ai propri concittadini, confermata poi dalla storia. Siamo così di fronte a vicende inscenate dal punto di vista di chi è stato sconfitto, filtrato dalla sensibilità, dalla percezione, dal coraggio, dalla dignità, dall’eroismo di tali donne rimaste completamente abbandonate da tutti e in balìa di nemici spietati. Gli Achei non risparmieranno loro nessuna atrocità: Polissena verrà sacrificata sulla tomba di Achille, Ecuba sarà destinata al servizio di Odisseo, Cassandra diverrà l’amante di Agamennone e Andromaca andrà al servizio del figlio di Achille.

La tragedia assume così un afflato universale, riconducendoci a tutti i conflitti ingiusti visti dalla prospettiva dei vinti. Le donne troiane incarnano la resistenza di chi continua a vivere in condizioni disumane, ognuna con una propria risposta personale alla tragedia vissuta. Sulla scena del Teatro Sybaris di Castrovillari ci saranno Martina Aloisio, Francesca Bonifati, Maria Vittoria Bruno, Rosa Maria Cappelli, Antonio De Biase, Francesco De Noia, Filomena De Tommaso, Luana Fazio, Giulia Gesualdi, Chiara Grisolia, Caterina Passarelli, Domenico Perri, Maria Francesca Piragine, Lucia Rende e Ismaele Gallo nelle vesti di Astianatte.

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