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E anche quest’anno, Lillo Foti non ha comprato nessuno

di Paolo Ficara – Nostalgia canaglia. Rassegnatevi, ancora per qualche mese vivremo di ricordi. La realtà è troppo invereconda, per non spingerci indietro con la mente. Quante gliene abbiamo dette a Lillo Foti – in generale – per campagne acquisti in cui la Reggina non acquistava giocatori in grado di fare la differenza? O, in qualche caso, non prendeva proprio nessuno?

Però eravamo in Serie A, o in B. E su quel che daremmo o faremmo per tornare a quei tempi, ci siamo già espressi.

Noi la realtà ci sforziamo di ignorarla, in attesa di giugno. Però poi ci capitano delle rare serate senza gare di campionato o di Champions League, e magari l’occhio e l’orecchio ci cadono dove non dovrebbero. Ossia, dove la realtà viene mistificata e/o capovolta a livelli inimmaginabili. E non sappiamo se le pinocchiate risultino più disarmanti di un contraddittorio sempre teorico e mai pratico.

Capita quindi, ed è capitato, di ascoltare un dirigente mentre racconta mefistofeliche asperità nel reperire giocatori durante lo scorso settembre. Da parte sua e del sodalizio che rappresenta, in Serie D. Quelli che si autodefiniscono Reggina. Quelli che forse pensavano fosse giugno, quando hanno partecipato al bando del Comune di Reggio Calabria. Quelli che parlano di settembre come se gli avessero affidato la costruzione di un lido balneare, a stagione estiva agli sgoccioli.

A La Fenice Amaranto – così si chiama secondo la Figc, potete controllare – sono state consentite operazioni di calciomercato, con una finestra prolungata appositamente. Al di là della tempistica sicuramente ristretta, di cui si era altrettanto sicuramente a conoscenza quando il medico gli avrà ordinato di fare calcio, i giocatori si potevano acquisire da qualsiasi altra formazione planetaria. Di tutte le età.

Certo, l’ingaggio di un giocatore della Juventus è diverso rispetto a quello di uno della Sampdoria. O del Catania. O del Bocale. O dello Sparta Praga. O dell’Atletico Mineiro. O dell’Al Ittihad. O del Kaizer Chiefs. Vi stiamo nominando squadre di ogni angolo del globo, per farvi capire che ogni operazione era strettamente legata a due fattori: la conoscenza dei calciatori e le disponibilità economiche.

Come caspita pensate di poter prendere la gente per i fondelli, blaterando che solo la Pro Vercelli poteva farci la cortesia di prestarci qualche sbarbatello in tempo per l’esordio contro il San Luca? Ah giusto, la risposta è facile.

A darvi voce sono gli stessi giornalisti che non hanno mosso alcun rilievo, quando un certo signor Castaldi da amministratore delegato della Reggina, si presentava presso il Tribunale Federale a rispondere “non lo so”, a domanda dei giudici sul motivo per cui non fossero stati pagati alcuni stipendi.

Sono gli stessi giornalisti scagliatisi contro i pochissimi colleghi che provavano ad avvisare la Reggina circa i rischi che stava correndo, con quell’omologa. I medesimi che descrivevano Saladini come un genio della finanza, attorniato dai professionisti migliori d’Italia. O che pendevano dalle labbra di Cardona, quando raccomandava di tenerselo stretto al furbastro di Lamezia. Gli stessi che non hanno capito nulla dall’inizio alla fine, salvo poi scendere dal carro e rimangiarsi tutto.

Sono gli stessi giornalisti che parlano o scrivono della squadra attualmente in D, chiamandola Reggina. Ed inducendo quindi la massa all’errore. Perché è troppo sforzo vedere come finisce in tribunale. Come si fa a stare un anno senza intervistare un dirigente o un calciatore?

Sono gli stessi giornalisti per i quali ci domandiamo cosa dovrebbe accadere, per svestire i panni del parroco che assolve tutto e tutti. E magari provare l’ebbrezza di muovere una critica. Cosa aspettate? Che scendano in campo senza il portiere, dopo oltre mezzo campionato giocato senza un centravanti? O di vederli in maglia giallorossa? O di pareggiare in casa anche contro il Tremulini?

Siete davanti a tre sessioni di calciomercato una più penosa dell’altra. L’ultima si è conclusa con l’arrivo di un 2004 del Catanzaro Primavera, che ci risulta non sia stato nemmeno visionato in presenza nonostante la distanza non ragguardevole. Preso sulla fiducia, da una compagine del campionato Primavera 3, che lo ha dato gratis. E prima di lui, ne è arrivato uno dall’Aglianese che è stato ufficializzato una settimana dopo il primo allenamento in gruppo, per incomprensioni su una cifra di mille euro.

Ve lo dobbiamo dire noi, che nemmeno la seguiamo questa squadra?

Ok, torniamo alla realtà. C’è tanta offerta di calcio in tv. Su Sky Sport, passa lo spot di Dazn. I canali Mediaset hanno sempre trasmesso le pubblicità sia di Sky che di Dazn. Pecunia non olet. Siete riusciti ad appoggiare anche la pantomima sulla sponsorizzazione. Vi siete mai chiesti che risposta sarebbe arrivata, se Bandecchi avesse messo sul piatto un milione anziché cento mila euro?

Giugno si avvicina, iniziate a programmare la discesa dal carro. Nel frattempo, ripensando a tutte le assurdità che avete raccontato alla tifoseria per oltre un anno, scorrete la discografia di Marco Masini e magari auto-dedicatevi un suo successo di inizio carriera. No, non ci riferiamo a “T’innamorerai”. A voler essere magnanimi, potremmo suggerirvi… “Perché lo fai?”. Ma raramente siamo stati magnanimi.

 

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