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Reggio Calabria, Un Mondo di Mondi: “Uniamo le forze contro la politica urbana del ghetto e per la mixite sociale”

“Questa Associazione esprime il suo apprezzamento per l’azione degli enti del Patto Territoriale con la quale si rivendica per i lavoratori della tendopoli di San Ferdinando il diritto all’abitare diffuso contro la prevista ghettizzazione negli alloggi. Partendo da questa importante iniziativa invitiamo gli  Enti del Patto Territoriale a considerare  la politica metropolitana  del ghetto nel suo complesso e quindi la necessità di unire le forze per superarla chiedendo assieme  una strutturale misura di mixitè sociale per tutte le famiglie che subiscono la ghettizzazione.

Ci riferiamo alla  politica del ghetto che è molto diffusa nel Paese e che  nel nostro territorio metropolitano da decenni ha emarginato moltissime famiglie a reddito basso concentrandole in tanti quartieri ghetto. Quartieri  che sono stati e sono  delle baraccopoli, ma che sono anche  quartieri  di alloggi popolari che in alcuni casi hanno sostituito le baraccopoli; proprio come si vorrebbe fare oggi con i lavoratori  della tendopoli di San Ferdinando. Questa è l’ “evoluzione” assunta dalla politica del ghetto per celare la sua natura di esclusione sociale.

Gli studi di  sociologia urbana  degli ultimi quarant’ anni [Wilson, W. J. (1987) (1993) ( 1997) ; Sampson (1995) (2003), (2006), (2012); Pugliese Enrico ( 1999) ; Enrica Morlicchio (2004)] spiegano molto bene  che la concentrazione in un quartiere  di una percentuale di famiglie con reddito di povertà superiore al 40% fa di quel quartiere  un ghetto; ossia  un luogo di strutturale esclusione sociale . La condizione strutturale di un quartiere ghetto, costituito da una baraccopoli o da alloggi popolari, per la sua stessa natura   può essere superata solo   attraverso l’equa dislocazione delle famiglie in diversi quartieri generando una mixitè sociale e mai con la rigenerazione urbana dello stesso  quartiere ghetto. I ghetti oggi esistenti nel territorio Metropolitano, sono le baraccopoli e la tendopoli dei lavoratori agricoli della Piana di Gioia Tauro,  la baraccopoli di Via Asmara e il ghetto di case popolari della Ciambra  di Gioia Tauro   ed   i ghetti di case popolari di Arghillà nord , Ciccarello e Archi Cep di  Reggio Calabria.  E’ necessario  ricordare che i lavoratori agricoli della Piana nei decenni passati,  prima delle persone provenienti dal nord Africa, sono stati i Rom Calabresi ed il ghetto dove risiedevano da lavoratori agricoli  era quello della  baraccopoli di  Via Asmara di Gioia Tauro. Quando negli anni Novanta i Rom sono stati sostituiti nelle attività agricole dalle persone provenienti dal nord Africa  e la loro presenza era diventata ingombrante per la  Città di Gioia Tauro venne costruito , fuori dal centro urbano della Città,  il ghetto di alloggi popolari  della Ciambra dove venne trasferita la gran parte delle famiglie Rom di via Asmara. La  gentrificazione non riuscì completamente perché un gruppo di famiglie  è rimasto nella baraccopoli e ancora oggi vive  in condizioni disumane come  le stesse  famiglie del ghetto della Ciambra.  Oggi a Reggio Calabria è Arghillà nord il grande ghetto di alloggi popolari che dopo quello storico di Archi Cep concentra ed emargina  diverse centinaia  di famiglie a reddito basso e con grandi fragilità .

La politica del ghetto  nel corso dei decenni, nel nostro territorio metropolitano come in tante altre realtà urbane, ha svolto e continua a svolgere il compito dell’allontanamento strutturale dai centri urbani  delle persone  a reddito basso  che il sistema sociale ha già emarginato e che  non intende  includere. Queste famiglie vengono mantenute concentrate in luoghi isolati  in modo da avere  i centri urbani senza soggetti deboli. Anche se questa scelta  distrugge il senso autentico  della città viene operata  perché  nell’era della “finanziarizzazione”  la loro presenza “danneggerebbe” il “valore immobiliare”  della “smart city” . La politica del ghetto prevede anche una “gestione dei ghetti” . Le costanti  operazioni di Polizia reprimono  i naturali fenomeni di  degrado e  devianza di questi luoghi ,  i progetti di welfare promettono  una rigenerazione che è strutturalmente  impossibile ma lasciano credere che le condizioni possano migliorare anche se in realtà peggiorano costantemente .

Nonostante la forza di questa  politica del ghetto,  negli ultimi 20 anni nel territorio Metropolitano è stato avviato  un percorso  di mixitè sociale  che ha portato discreti  risultati sottraendo tante famiglie alla  ghettizzazione . L’ultimo importante successo della mixitè sociale completato il 16 luglio 2025  è stato il superamento  della baraccopoli dell’Ex Polveriera di Reggio Calabria attraverso  l’equa dislocazione abitativa delle famiglie, realizzato  con un accordo tra la Prefettura ed il Comune di Reggio Calabria .  Ma questo percorso virtuoso della mixitè sociale  potrebbe raggiungere ancora  altri successi mettendo assieme tutte le forze che vogliono superare le ghettizzazioni . Per questo auspichiamo che il nostro invito venga accolto dagli Enti del Patto Territoriale”.

Così in una nota l’associazione “Un Mondo di Mondi” di Reggio Calabria.

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