La sanità calabrese registra segnali di miglioramento sul fronte delle liste d’attesa, pur restando alcune criticità da affrontare. È quanto emerge dall’ultimo bollettino sull’andamento dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie elaborato da Agenas, che fotografa la situazione nelle diverse regioni italiane.
Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, la Calabria si colloca tra le realtà con le performance più positive, con l’86,6% delle prestazioni effettuate entro i tempi di garanzia previsti. Un risultato che la posiziona al quinto posto nazionale, dietro Basilicata (98,9%), Marche (94,5%), Lazio e Veneto (91,5%), e davanti a regioni come Campania, Liguria, Lombardia e Sicilia.
Un dato che evidenzia un miglioramento nella capacità del sistema sanitario regionale di rispettare le tempistiche previste per l’accesso alle cure, anche se il recupero delle liste d’attesa rimane una delle principali sfide per la sanità calabrese.
Buone indicazioni arrivano anche dal comparto della diagnostica, dove la Calabria raggiunge l’84,7% di esami effettuati nei tempi stabiliti. In questo ambito la regione si colloca nella fascia alta della graduatoria nazionale, preceduta da Veneto (97,1%), Campania (96%), Basilicata (94,6%) e Marche (92,4%).
Il quadro complessivo restituisce una fotografia in chiaroscuro: da un lato i progressi compiuti, dall’altro la necessità di consolidare i risultati attraverso un potenziamento dell’offerta sanitaria, una migliore organizzazione dei servizi e un monitoraggio costante delle agende di prenotazione.
In Calabria, dove il tema dell’accesso alle cure rappresenta da anni uno dei nodi più delicati del sistema sanitario regionale, il miglioramento delle performance sulle liste d’attesa costituisce un passo avanti importante, ma non ancora sufficiente. Restano infatti da affrontare le differenze territoriali, la carenza di personale in alcune specialità e la necessità di garantire ai cittadini tempi di risposta sempre più uniformi su tutto il territorio.
I dati Agenas confermano dunque una tendenza positiva, ma indicano anche la strada da seguire: trasformare i risultati raggiunti in un cambiamento strutturale capace di rendere più efficiente e accessibile la sanità calabrese.
