“Ignoranza o malafede. Difficile stabilire cosa sia più grave, quando di mezzo ci sono le persone più fragili e le famiglie che le assistono e che finiscono per diventare vittime anche della cattiva e falsa informazione. I fatti, però, sono ostinati e la verità sulla misura regionale denominata “La mia estate” è limpida al di là di ogni tentativo di strumentalizzazione.
L’iniziativa della Regione, senza alcun dubbio meritevole di apprezzamento, è arrivata a estate già iniziata e quindi ha dovuto fare i conti con gli inevitabili tempi burocratici relativi alla necessaria variazione di bilancio e alla pubblicazione dell’avviso di sospensione dei termini ad agosto. Più precisamente, il finanziamento è arrivato a luglio e prorogato per disposizione regionale perché i termini non potevano certo decorrere in agosto. Tutti e 32 gli Ats si sono quindi trovati nella medesima situazione dell’Ats di cui il Comune di Catanzaro è capofila.
Raccontare una storia diversa, caricandola di demagogia a buon mercato, può forse servire a far raggranellare qualche briciolo di visibilità; ma è una storia irricevibile dai servizi sociali del Comune capoluogo di regione e, soprattutto, esecrabile per le ricadute avvilenti che essa può provocare su famiglie già provate dalle difficoltà di prendersi cura dei loro cari con disabilità.
Tutto questo dovrebbe essere ben presente a chi riveste cariche rappresentative nel mondo dell’associazionismo, suggerendo un maggiore senso di responsabilità prima di assumere posizioni pubbliche”.
Così in una nota l’assessore ai servizi sociali Nunzio Belcaro.
