Il futuro delle politiche di coesione europee e le possibili conseguenze per i territori più fragili sono stati al centro dell’intervento dell’europarlamentare di Avs Leoluca Orlando, presente a Cerisano, nel Cosentino, all’iniziativa “L’Europa può crescere senza le periferie?”, promossa da The Left.
Orlando ha espresso forti perplessità sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034, sostenendo che le nuove scelte di bilancio potrebbero penalizzare soprattutto le aree già segnate da maggiori difficoltà economiche e sociali.
«Il quadro pluriennale finanziario 2028/2034 rischia di demolire le politiche di coesione, di consacrare lo strapotere dei sovranismi e di aumentare le diseguaglianze», ha dichiarato l’europarlamentare.
Nel suo intervento Orlando ha richiamato in particolare la situazione italiana e calabrese, sottolineando come il Paese sia tra quelli maggiormente esposti al rischio di povertà nell’Unione europea e indicando la Calabria come il territorio in maggiore difficoltà.
L’esponente di Avs ha poi criticato le scelte che, a suo giudizio, starebbero maturando a livello europeo. «Grave è la responsabilità dei partiti popolari e di quello tedesco che portano avanti politiche di emarginazione nei confronti dei cittadini più fragili», ha affermato.
Secondo Orlando, inoltre, l’incremento complessivo delle risorse previsto nel nuovo bilancio comunitario sarebbe insufficiente rispetto all’aumento dei prezzi. «Si prevede un modestissimo aumento del bilancio che non copre neanche l’inflazione rispetto al precedente settennato», ha sostenuto.
Tra le criticità segnalate ci sono anche l’aumento della spesa destinata ai settori energetico e dei trasporti e la possibilità, evidenziata dall’europarlamentare, di utilizzare parte delle risorse sociali per finalità legate alla difesa.
Particolare preoccupazione riguarda poi l’ipotesi di concentrare una parte significativa dei finanziamenti in un unico fondo gestito maggiormente a livello nazionale. Per Orlando una simile impostazione rischierebbe di ridurre il ruolo delle Regioni nella gestione delle risorse europee.
«Si vorrebbe costituire un megafondo accentrando a livello dei governi statali i rapporti con l’Ue e competenze che in passato erano a livello regionale», ha spiegato, sottolineando che proprio la dimensione regionale garantirebbe una maggiore vicinanza «alle esigenze dei territori in posizione di svantaggio».
L’europarlamentare ha infine annunciato una netta opposizione politica a questa impostazione. «Ci opporremo alla rinuncia alle politiche di coesione sostituite dal rafforzamento delle diseguaglianze e dalla corsa agli armamenti», ha concluso Orlando.
