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‘Processo Sistema’: la Corte d’Appello di Reggio Calabria assolve due pentiti clan barcellonesi

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto con la formula “perche’ il fatto non sussiste” gli ex boss Carmelo Bisognano e Carmelo D’Amico, entrambi collaboratori di giustizia, nel processo stralcio dell’operazione antimafia “Sistema” che ha puntato riflettori sulla famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).

A tirare in ballo Bisognano, ex boss dei Mazzarroti, e D’Amico, ex boss della famiglia barcellonese, era stato l’imprenditore di Barcellona Maurizio Sebastiano Marchetta, che aveva raccontato d’aver pagato per lungo tempo il pizzo alla mafia barcellonese. Il sostituto pg Giuseppe Giuttari aveva chiesto la condanna per entrambi.

Il processo scaturisce da una decisione della Corte di Cassazione del 2015 che aveva annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Messina con cui entrambi erano stati assolti con la formula per non aver commesso il fatto.

In primo grado, nel giudizio abbreviato che si era concluso a febbraio 2010, D’Amico era stato condannato a 10 anni ed 8 mesi, e Bisognano a 7 anni e 10 mesi. I due avviarono in seguito la loro collaborazione con la giustizia.

Nel processo d’appello entrambi furono assolti ma poi la Cassazione aveva rimesso il processo a Reggio Calabria per un nuovo giudizio di secondo grado. Nel processo sono stati impegnati gli avvocati Fabio Repici, Antonella Pugliese, e per le parti civili Ugo Colonna e Franco Bertolone.

“Questa sentenza spazza via definitivamente il sipario di cartapesta messo in piedi con le false dichiarazioni di Maurizio Marchetta”, dice l’avvocato Fabio Repici.

“Ora – prosegue – rimane da accertare le responsabilita’ anche istituzionali che hanno consentito lo sviamento della giustizia in sintonia con i desideri dell’alta mafia barcellonese”.

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