Una vasta mobilitazione di sindaci e amministratori locali della provincia di Cosenza si è svolta a Civita in occasione dell’iniziativa “Colpevole d’innocenza #SiamoTuttiTocci”, promossa per manifestare sostegno al sindaco Alessandro Tocci, condannato in primo grado a quattro anni e un mese nell’ambito del processo relativo alla tragedia delle Gole del Raganello, costata la vita a dieci persone.
All’evento hanno preso parte oltre ottanta rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il presidente della Provincia di Cosenza, numerosi sindaci del territorio e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. Presenti anche i primi cittadini di Cosenza, Corigliano-Rossano e Cassano allo Ionio.
Tra i promotori dell’iniziativa, il sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia ha spiegato le ragioni della manifestazione: “Abbiamo avvertito il dovere umano e istituzionale di essere accanto a un collega. A nostro avviso si tratta di una decisione che riteniamo ingiusta, pur nel rispetto del percorso giudiziario e in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza”.
Di Gioia ha ricordato come la tragedia del Raganello abbia lasciato una ferita profonda nelle comunità coinvolte: “Siamo tutti segnati da quanto accaduto e il pensiero va innanzitutto alle vittime e alle loro famiglie. Tuttavia, non riteniamo corretto attribuire responsabilità a un amministratore solo perché si è verificato un evento drammatico legato alle condizioni meteorologiche”.
Il sindaco di Cerisano ha inoltre evidenziato che, al momento dei fatti, “era stata diramata un’allerta gialla e non risultavano indicazioni tali da imporre specifici provvedimenti straordinari”, aggiungendo che “è difficile accettare un sistema normativo che rischia di configurare una sorta di responsabilità oggettiva a carico dei sindaci”.
Sulla stessa linea Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno e tra gli organizzatori della manifestazione, che ha spiegato il significato dello slogan scelto per l’iniziativa: “Con l’hashtag #SiamoTuttiTocci vogliamo evidenziare che una situazione simile potrebbe coinvolgere qualunque sindaco italiano. Quando, di fronte a eventi imprevedibili, il responsabile viene individuato automaticamente nell’amministratore locale, significa che probabilmente esiste un problema nel quadro normativo che merita una riflessione approfondita”.
L’iniziativa si è trasformata così in un momento di confronto e solidarietà tra amministratori, accomunati dalla richiesta di una riflessione sul ruolo e sulle responsabilità dei sindaci nella gestione delle emergenze.
