“Dodici lavoratori, in servizio da circa vent’anni presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, si trovano oggi vittime di una grave ingiustizia e di un’incertezza occupazionale intollerabile. Una vicenda che desta scalpore non solo per le modalità con cui è stata gestita, ma anche per le evidenti contraddizioni rispetto alle norme vigenti e alle stesse delibere aziendali.
Dal 2004 i 12 dipendenti hanno operato all’interno dell’ASP di Cosenza, inizialmente alle dipendenze della SEATT Coop Sociale (aggiudicataria della gara d’appalto dei servizi) e successivamente, dal 2020, con COVISIAN S.p.A., subentrata sempre tramite regolare procedura di gara.
Le mansioni hanno spaziato dai servizi amministrativi e di segreteria al front e back office CUP, fino al call center per prenotazioni telefoniche.
Con il subentro di COVISIAN, il personale fu trasferito nel pieno rispetto della clausola sociale prevista dal CCNL, che tutela la continuità occupazionale nei cambi di appalto.
A fine giugno di quest’anno i 12 addetti al CUP telefonico sono stati convocati in azienda e informati che il servizio sarebbe cessato di lì a pochi giorni, nonostante fosse nota la proroga del contratto fino a dicembre 2025.
Come se non bastasse, è stato persino chiesto loro di rassegnare le dimissioni per rivolgersi a un’altra società (azienda X), alla quale sarebbe stato trasferito il servizio.
Una richiesta sconcertante, in aperto contrasto con la normativa, rivolta solo agli addetti al CUP telefonico, mentre i colleghi impegnati nei servizi in presenza non hanno ricevuto alcuna comunicazione simile.
Le stesse delibere aziendali stabiliscono che i lavoratori del CUP rappresentano un comparto unico e indivisibile e che qualsiasi azienda subentrante è obbligata ad assumere il personale già impiegato.
Eppure, nell’ultima gara d’appalto, l’ASP di Cosenza ha pubblicato un elenco dei dipendenti da assorbire escludendo inspiegabilmente i 12 lavoratori storici.
Al contrario, nell’elenco figurano persone assunte dopo l’invito al licenziamento (1° luglio 2025) e addirittura personale a tempo determinato.
È bene sottolineare che gli elenchi del personale vengono trasmessi mesi prima della pubblicazione dei bandi, quindi risulta impossibile che i 12 lavoratori non fossero stati inseriti, visto che erano regolarmente in servizio fino al giorno stesso della pubblicazione del bando.
Dopo l’invito alle dimissioni, i lavoratori hanno subito una serie di provvedimenti punitivi:
ferie forzate,
sospensione delle credenziali di accesso al sistema di prenotazione,
trasferimento forzoso sulla commessa Fastweb, totalmente estranea alle attività svolte per vent’anni.
Un vero e proprio calvario umano e professionale che ha colpito dipendenti fedeli e instancabili, privati del loro lavoro e della loro dignità.
Oggi i 12 lavoratori vivono nell’angoscia: insonnia, preoccupazioni economiche, paura di perdere tutto e l’amara consapevolezza di una dignità professionale calpestata.
Il silenzio delle istituzioni rende ancora più insopportabile questa situazione.
La vicenda non può restare sotto silenzio. Occorre fare chiarezza:
perché la clausola sociale, chiaramente prevista, non è stata rispettata?
con quale criterio i 12 lavoratori storici sono stati esclusi e sostituiti con assunzioni successive?
perché è stato chiesto loro di licenziarsi, invece di garantire la continuità occupazionale come previsto dalla legge e dai contratti?
Se entro una settimana non arriveranno risposte chiare e documentate, USB Lavoro Privato Cosenza è pronta a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare le gravi irregolarità emerse”.
E’ quanto si legge in una nota di USB Lavoro Privato Cosenza.